domenica 28 dicembre 2008

Debunkers sull’orlo di una crisi di nervi

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/12/debunkers-sullorlo-di-una-crisi-di-nervi/

Premessa: ai lettori particolarmente sensibili e refrattari al turpiloquio è vivamente sconsigliata la lettura di questo articolo nel quale riporterò un paio di esternazioni dei negazionisti non propriamente eleganti.

Nella seconda metà del 2008 è evidente quella che è la nuova strategia della comunità debunkeriana nel panorama web italiano: la proliferazione di svariati blogs dedicati esclusivamente ad attività di ironia e sbeffeggiamento sulla questione delle scie chimiche. Su tale inquietante fenomeno, in realtà, ci sarebbe ben poco da ridere, esso è la prova più evidente che viviamo nella società dell’inganno globale. Un inganno operato da una percentuale molto risicata della popolazione mondiale. Le forme di questo inganno sono molteplici, alcune hanno contorni molto sfocati e sono di difficile interpretazione e identificazione, mentre altre sono palesemente sotto gli occhi di tutti. Il punto è volerle vedere ed accettare, oppure continuare a ingannarsi e illudersi credendo che ciò che sembra inverosimile debba essere necessariamente falso.

Fino a pochi mesi fa, i blogs dedicati al ridimensionamento e occultamento delle verità sull’11 settembre e sulle scie chimiche si potevano contare sulle dita di una mano:
- giornidiordinariafollia.blogspot.com
- complottismo.blogspot.com
- crono911.org
- 11-settembre.blogspot.com
- undicisettembre.blogspot.com

Dell’elenco in alto solo i primi due si occupano di scie chimiche, ma non in maniera specifica poichè trattano le teorie cospirazionistiche in generale. Invece, gli ultimi tre sono focalizzati esclusivamente in merito alla difesa della ridicola versione ufficiale sull’11 settembre. Di scie chimiche se ne erano occupati, dedicandovi alcuni spazi, attivissimo con il suo blog e il portale di aviazione MD80. I negazionisti perciò, oltre ad operare in quest’ultimi due siti, nel quale avevano vita facile poichè giocavano in casa, si adoperavano pedissequamente in trasferta, infiltrandosi in qualsiasi web-diatriba nella quale si discuteva di scie chimiche. La testimonianza della loro presenza è dapertutto: nei vari forums (i più noti quelli dei programmi televisivi RAI adesso chiusi e della rivista di pseudoscienza Focus), nei commenti agli articoli sui vari blogs nei quali si è trattato il fenomeno e nei commenti ai video YouTube che riprendevano le scie chimiche.
Sul tubo sono particolarmente attivi: in un video gentilmente passatomi dall’amico Niko e pubblicato sul mio canale YouTube aperto di recente si sono fiondati in quattro. Un commando di debunkers che nell’arco di trenta minuti ha prodotto ben 15 commenti ripetitivi e simili tra loro, per una media di un commento ogni due minuti. Io ero partito con i migliori propositi, ma, se si considera che questo episodio si è verificato il giorno di Natale, con certa gente impegnata in simili attività, 24 ore su 24 compresi festivi, l’unica soluzione è la moderazione e/o chiusura dei commenti.

Negli ultimi mesi, oltre a perseverare nelle ignobili abituali attività, i negazionisti hanno mostrato un certo fermento con l’apertura di molti blogs esclusivamente dedicati alla ridicolizzazione della questione scie chimiche. E’ questo il segno più tangibile che la problematica sta timidamente affacciandosi sulla bocca di un numero sempre crescente di persone, nonostante l’oscuramento della gran parte dei media. Si sta cercando, quindi, di contrastare in tutti i modi possibili tale ascesa.
I proprietari di questi blogs sono tutti aficionados del blog di attivissimo e del portale md80. Qui in basso solo alcuni dei nuovi blogs aperti:
- i-deliri-di-hanmar.blogspot.com
- banferenemy.blogspot.com
- scie-comiche.blogspot.com
- radicedimenouno.blogspot.com
- ipensieridelfioba.blogspot.com

Vi sono anche altri blogs che si sono trasformati e adesso si dedicano esclusivamente a deridere le scie chimiche:
- riosaeba78.altervista.org
- ilpeyote.blogspot.com

E non dimentichiamoci gli immancabili blogs dei cicappiani, tra i quali spicca ovviamente quello a nome di Simone Angioni:
- simoneangioni.blogspot.com
- giannicomoretto.blogspot.com

Addirittura altri blogs sono nati appositamente per fare il copia e incolla dei miei articoli e di quelli di Rosario e Antonio Marcianò. Di strakerenemy ne avevo già parlato in un mio precedente articolo. Ma adesso ho addirittura l’onore di un blog che ricopia solo ed esclusivamente i miei articoli. Un blog dedicato interamente al sottoscritto. E pensare che nella fase di migrazione da blogspot a wordpress mi stavo preoccupando anche di creare un blog mirror. Preoccupazioni inutili visto che ci sono altri che fanno il lavoro al posto mio:
- vibradito.blogspot.com

Di tutta questa grassa e grossa ironia non se ne può parlare pregiudizialmente in termini negativi. Infatti se la satira è fatta bene è sicuramente piacevole. E’ molto significativo che, chi si adopera nella satira, sia egli stesso animato da uno spiccato senso autoironico. Già! E’ troppo facile adoperarsi nella satira quando è indirizzata verso gli altri, ma cosa succede quando si è vittima dell’ironia altrui? Di regola bisognerebbe accettarla di buon grado se si è veramente di spirito autoironico.
Ma questo sicuramente non è il caso dei negazionisti. Qualche giorno fa ho provato a stuzzicarli e a provocarli un po’. Ovviamente non mi sarei aspettato un trattamento con i guanti, visto che nelle web-diatribe in alcune occasioni si finisce con il darsi del cretino e dell’imbecille vicendevolmente. L’offesa rapida e gratuita fa spesso da contorno alla sostanza delle argomentazioni. Ma quando il turpiloquio diventa la sostanza stessa delle argomentazioni, allora siamo di fronte a negazionisti in preda a strane crisi di nervi. L’impressione è che sentano il fiato sul collo, qualcosa evidentemente li fa stare molto in ansia. Probabilmente temono che sempre più persone prendano consapevolezza dell’esistenza reale delle scie chimiche.

Dovrebbe essere di gran lunga più giustificabile un’imprecazione da parte di chi sostiene l’esistenza delle scie chimiche, in quanto animato da una comprensibile rabbia provocata da quel senso di impotenza che si ha nel vedere gli aerei spruzzare schifezze nel cielo ed essere impossibilitati nell’evitare che ciò avvenga. Invece, proprio coloro che dovrebbero essere più tranquilli, poichè apparentemente certi che è tutto normale e che va tutto bene, manifestano un nervosismo inquietante.
Per la serie: debunkers sull’orlo di una crisi di nervi, nelle immagini in basso due screenshots particolarmente significativi. Il primo è ripreso da questa web-diatriba e riguarda Luka da Osaka, abituale frequentatore dei blogs dei negazionisti.

Ma la vera chicca ce la fornisce axlman nel secondo screenshot ripreso da quest’altra web-diatriba. Ebbene si, il veterano dei debunkers, il titolare di uno dei primi blogs anticospirazionisti, l’utente web che può vantare il maggior numero di caratteri scritti nei commenti ironici contro le scie chimiche, proprio lui ha perso le staffe e a mandato a farsi friggere tutta la sua dose di pomposa ironia.

E queste sarebbero le persone dotate di ironia? Adesso capirete per quale motivo ho scelto sin dall’inizio di non abilitare i commenti in questo blog…

Prima di concludere, voglio ancora dedicare uno spazio a un altro dei veterani debunkers. Trattasi dell’infausto AcarSterminator. Costui, a differenza di axlman, ha uno stile più discreto e preferisce agire dietro le quinte soprattutto in quest’ultimi tempi. Non dispone di un vero e proprio blog, ma a suo nome si trova un piccolo sito:
- acarsterminator.altervista.org
Si tratta di quel viscido elemento che ha creato la falsa laurea e diverse versioni di falsi curriculum di Straker visionabili sul suo spazio web. Questa attività si inquadra nella complessiva strategia al discredito e agli attacchi personali operati dai debunkers nei confronti delle voci fuori dal coro. A ulteriore conferma dei modi di fare ignobili del personaggio è significativo quello che è stato il suo comportamento in occasione della Fiera delle Verità di Verona il 16 novembre 2008. Le Fiere della Verità sono delle conferenze itineranti in diverse città italiane nelle quali si parla oltre che di scie chimiche, anche della truffa del signoraggio e di altri temi scottanti che i media main-stream evitano di trattare. L’ingresso in queste fiere è rigorosamente gratuito.

Lo strisciante elemento era seduto in seconda fila. Avevo subito notato lo strano individuo per una certa somiglianza con attivissimo, quando poi lo vidi maneggiare con il suo registratorino mi insospettii immediatamente. Sedevo in prima fila ed avevo la mia videocamera fissa sul treppiede per riprendere il palco, sapevo che, se avessi provato a staccarla dal supporto fisso per fare delle riprese al pubblico e di conseguenza anche al debunker infiltrato, avrei potuto generare dei sospetti. Fortunatamente, a conferenza già iniziata arriva una mia amica con la sua videocamera. Ne approfitto subito e la invito a piazzarsi alle spalle del debunker, per non farsi notare. Infatti, approfittando di quei momenti in cui avrebbe voltato il capo all’indietro per guardare le persone che intervenivano dalle file retrostanti per rivolgere delle domande, non sarebbero mancate le occasioni per immortalare il soggetto.
Durante la conferenza AcarSterminator non fa nessun intervento, ma soprattutto, non si fa nessuno scrupolo evitando di avvertire gli organizzatori della conferenza che era sua intenzione pubblicare sul web la registrazione audio. Evidentemente i suoi scopi non erano affatto benevoli. La conferma la si ha qualche giorno dopo quando interviene sul blog di attivissimo per segnalare il link della sua registrazione comprensivo di un breve resoconto, nel quale, tra le altre fesserie, troviamo scritto:
Ho partecipato a questo evento come semplice osservatore, incuriosito da questi strani personaggi. Mi ha subito colpito la composizione della platea. Viste le oggetive stupidaggini raccontate dai sostenitori della teoria delle “scie chimiche”, mi sarei aspettato molti giovani e giovanissimi, cioè chi ancora non del tutto maturo è più probabile essere ingenuo e credere a queste assurdità. Invece ho dovuto constatare la presenza di molti ultra-quarantenni e ultra-conquantenni. L’impressione soggettiva era di persone non particolarmente sveglie (diciamo così). Lo si capiva dai commenti colti qua e la e dal tipo di reazioni rispetto alle sparate assurde del relatore. E pensare che uno ha addirittura affermato essere un medico(!).

Visto che, AcarSterminator si è preso tutto il fastidio di perdere un’intera domenica per una questione che lui ritiene essere tutta un’invenzione, mi sembra doveroso pubblicare le seguenti sequenze video per omaggiarlo del suo impegno e della sua assiduità. Certo, manca l’identità, ma già la fisionomia del soggetto è molto esplicativa.
Che faccia da debunker!!!

Buone vibrazioni a tutti.
VibraVito.

P.S.: un doveroso ringraziamento a Giovanna per la tempestività e l’efficacia delle riprese video.

martedì 23 dicembre 2008

Er commandante ha vinto er Perlone!!!

'A Rosà, sei contento? Rosariuccio! Mo c'hai pure er regalo de Natale!


Hai vinto er Perlone der dumilaotto! Quattromila voti! A quell'artro scemo de Mazzucco jai fatto 'nbaffo! Nun sei contento bello de papà! Mo però stà 'ttento, che tu fratello pò esse ggeloso, e nun parlamo poi de quell'artro fesso de vibbravito (no, a lui er perlone no, quello ce crede pè ddavero!).

'nattimo... ma li tre moschettieri nun erano quattro? Ah sì, ce sta pure dartagnan, Corrado detto er fisico bbestiale! Tutti ggelosi der premio sono... stà 'ttento, magari te spruzzano 'na scoreggia chimica na 'a faccia, e poi te 'mpacchettano colli polimmeri de l'omo ragno!

domenica 21 dicembre 2008

Er commandante se sta a cacà 'mmano

'A rigà! Ve ricordate quarche ggiorno fà quanno v'ho raccontato che er commandante se stava a cacà sotto pecché ha fatto 'ncazzà 'n tecnico degli ericotteri?

Moh 'a caca je passata 'mmano, pecché er tecnico è 'nnato da li carabbinieri e quelli j'hanno detto che er reato de strekker, se accertato, è penale.

E moh so cazzi sua...

stai tuned!

Cicap Novi Ligure - Parte 6: La paternità delle scie chimiche

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/12/cicap-novi-ligure-parte-6-la-paternita-delle-scie-chimiche/

Fino adesso il Cicap ha organizzato tre conferenze dedicate al fenomeno delle scie chimiche, tutte svoltesi nel corso del 2008. La prima si è tenuta a Milano il 24 maggio, la seconda a Novi Ligure il 19 settembre e la terza a Padova il 4 ottobre. Ho assistito personalmente alle prime due e, uno degli aspetti che più mi ha fatto dubitare sulle argomentazioni del Cicap è l’enormità di tempo che dedica ad approfondire la biografia di coloro che, a suo dire, avrebbero la paternità della teoria delle scie chimiche. Anche leggendo le FAQ del Cicap sulle scie chimiche ci si imbatte in un paragrafo dedicato:

“Da dove nasce la teoria delle scie chimiche?
La teoria delle scie chimiche nasce nel 1995 ideata da Bill Brumbaugh, un conduttore radiofonico americano, il quale osservando queste scie bianche nel cielo immaginò potesse trattarsi di sostanze tossiche presenti nel carburante. Riuscito ad impossessarsi di qualche campione di carburante per aerei e non potendo permettersi le analisi, si affidò a Larry Wayne Harris, microbiologo, il quale eseguì le analisi, ma non le pubblicò mai a causa di problemi legali (collegati alla detenzione illegale di bacilli della peste bubbonica ottenuti in modo fraudolento). Nel 1997 un suo vicino di casa, Richard Finke, inviò un e-mail in una lista tematica sul bioterrorismo affermando che nel carburante era stato trovato un pesticida molto tossico (1,2-dibromo etilene). In questa e-mail non erano riportati i dettagli delle analisi (tecnica usata, operatore, quantità rilevata), inoltre i riferimenti del laboratorio si rivelarono falsi; tuttavia, come spesso succede con questo tipo di messaggi, l’e-mail si diffuse incorporando varie aggiunte e modifiche. Nel 1999 un giornalista, William Thomas, nella popolare trasmissione radiofonica “Coast to Coast AM” parlò delle scie chimiche e da quel momento in poi la teoria delle scie chimiche diventò di dominio pubblico e vari media la riprenderanno negli anni trattandola spesso in modo acritico; questo metodo di divulgazione ha portato una leggenda senza fondamento ad essere discussa nei parlamenti di numerosi stati. Da sottolineare il fatto che il programma “Coast to Coast AM” è noto anche per aver lanciato vari altri argomenti come varie invasioni extraterrestri imminenti, la presenza di alieni nell’area 51 e la storia incredibile del viaggiatore nel tempo John Titor.”

Per leggere questa bella storiella si impiega circa un minutino. Durante la conferenza di Milano l’intervento di Simone Angioni è durato circa 30 minuti, metà dei quali interamente profusi per allungare il brodo e descrivere vita opere e miracoli di questo poker d’assi di individui. Anche a Novi Ligure il tempo dedicato a queste simpatiche personcine si è aggirato sui 10-15 minuti su un totale di 45 (nell’immagine in alto una raccolta di alcune delle diapositive della presentazione di Angioni riguardante questi personaggi). Il Cicap ritiene doveroso fornire tutte queste informazioni poichè sostiene che, se fino adesso si sono verificate molte interrogazioni parlamentari sul tema, ciò è dovuto alle modalità con le quali si è diffusa ed è riuscita ad attecchire la teoria delle scie chimiche e quindi ritiene opportuno indagare su coloro che si presume siano gli ideatori di codesta teoria.
Ma, se fino adesso ne hanno parlato in tanti, non potrebbe essere che ciò sia dovuto al fatto che molte persone, nel momento in cui gli si fa notare l’anomalia dei cieli odierni, non fanno altro che operare nella loro testa l’idoneo confronto con i propri ricordi di un cielo limpido senza griglie e striscie, confronto avvalorato anche dalla conferma dei propri ricordi impressi negli album fotografici personali?

[.......... MODALITA' IRONICA ON ..........]

Secondo il Cicap, i responsabili della teoria delle scie chimiche e della sua diffusione sono quattro loschi individui dal comportamento ambiguo:
- Bill Brumbaugh, un conduttore radiofonico che si era fatto venire strane idee nella testa semplicemente osservando le scie degli aerei ed era riuscito a procurarsi, non si sa come, dei campioni di carburante.
- Larry Wayne Harris, un microbiologo che non può pubblicare le analisi poichè ha problemi con la legge a causa di detenzione illegale di sostanza tossiche. Eppure, pubblicando le analisi e denunciando la presenza di sostenze tossiche non di sua appartenenza, questa volta avrebbe anche potuto riscattarsi.
- Richard Finke, il tipico vicino di casa spione che scopre, non si sa come, la grande magagna, e per manie di protagonismo o per eccesso di allarmismo spiffera il tutto ad una mailing list sul bio-terrorismo. Non si capisce perchè la sua e-mail, nonostante varie omissioni e carenze, riesca a godere di un certo credito da parte di persone esperte del campo poichè facenti parte di una mailing-list sul bio-terrorismo.
- William Thomas, un giornalista che dununcia il problema in una trasmissione radiofonica poichè considera affidabile come fonte la suddetta mailing-list. Costui compie però l’errore di scegliere la sede sbagliata visto che nella stessa trasmissione si era anche parlato di alieni e viaggi nel tempo e perciò non gode dell’idonea affidabilità. Eppure, ciò nonostante, la teoria riesce ugualmente ad attecchire.

Alla fine della fiera, a detta del Cicap, tutto è nato per colpa del solito vicino di casa che non si fa mai i cavolacci suoi. Tutta colpa di Richard Finke se fino adesso di scie chimiche se ne è parlato in diverse occasioni. Ma l’aspetto più sorprendente è anche il modo in cui questa psicosi si è diffusa. Sempre secondo il Cicap, questa propagazione incontrollata della teoria delle scie chimiche si è verificata a causa di un utilizzo diffuso di e-mails con allegati files di presentazioni power-point e la conseguente apertura di diversi siti, forums e blogs su internet.

In base alle supposizioni del Cicap, le immagini contenute in queste presentazioni power-point avrebbero un certo effetto su una certa categoria di persone, da loro definite gli sciachimisti. Un effetto di tipo ipnotico interviene quando un potenziale sciachimista vede queste sequenze di immagini raffiguranti le strisce nel cielo: incomincia ad avere i ricordi alterati e a dimenticare i suoi ricordi infantili. Di quella felicissima infanzia, di quelle favolose giornate in cui si giocava all’aria aperta e spesso si aveva occasione di rimirare il cielo con quelle bellissime e interminabili striscie bianche che si espandevano sempre più. Per ogni striscia che si aveva modo di ammirare si poteva esprimere un desiderio, e più si allargava quella striscia, più era certo che quel desiderio si sarebbe avverato. Poi, al sopraggiungere del crepuscolo, si aspettava trepidamente la vista spettacolare (come dice Massimo Santacroce nel suo blog) che ci veniva regalata da uno stupendo tramonto contornato da scie, con le sue iridescenze metalliche e il suo sfondo lattiginoso.

Le potenziali vittime dello sciachimismo rappresentano una vasta percentuale della popolazione poichè colpisce indiscriminatamente qualsiasi individuo. Vi sono comunque alcune categorie che, salvo rarissimi casi, sembrano essere immuni da questa piaga: militari, piloti, politici, metereologi, geologi, scienziati, giornalisti. L’unica categoria che può vantarsi di non avere tra le proprie fila neanche uno sciachimista è quella dei cicappiani. Sembra che frequentare i loro corsi riguardanti le indagini sul paranormale renda le persone completamente immuni dallo sciachimismo. Secondo alcuni, il segreto di questa efficacia è dovuto principalmente alle sedi particolari (ex-mattatoi) nei quali si svolgono questi corsi di apprendimento. Chissà quale magia alchemica avviene in questi luoghi!

Questa facilità di propagazione ha indotto i vari governi a tenere sotto stretta osservazione le attività dei mass-media e circoscrivere e intrappolare il fenomeno esclusivamente all’interno della rete internet. Grazie all’opera tempestiva dei nostri governanti, sui media nazionali non si vedono mai esplicitamente queste immagini dall’effetto ipnotico. Infatti l’effetto ipnotico sembra sia provocato quando al potenziale sciachimista le immagini delle striscie nel cielo vengono fornite a dosi massicce e in sequenza continua. Hanno quindi studiato una tecnica che abitua a piccole dosi i potenziali sciachimisti, difatti si riescono a scorgere queste striscie anche nelle trasmissioni televisive e nelle immagini pubblicitarie sui cartelloni stradali e nelle riviste, però non sono mai in primo piano e al centro dell’immagine, fanno sempre parte dello sfondo. Ma, nonostante queste precauzioni, qualche sciachimista folle è ugualmente riuscito, con le sue visioni, a contagiare radio e televisioni locali, oltre a diversi parlamentari sia nazionali che europei. Anche un programma in prima serata su un canale televisivo nazionale ha delirato con questa storia delle scie chimiche in due occasioni. Quest’ultimo episodio ha indotto il Cicap a rompere gli indugi e a scendere direttamente in campo nella lotta contro lo sciachimismo.

Io sono uno di quegli inguaribili sciachimisti dai ricordi oramai definitivamente compromessi a causa di illusioni indotte mediante tecniche che colpiscono il subconscio. Illusioni che fanno credere ciecamente ad un passato in cui il cielo era di un blu vivace e completamente sgombro di scie. Difatti lo sciachimista tipo si ostina e persevera in queste credenze illusorie, si fa forte del fatto che nel suo album fotografico di famiglia e nelle vecchie cartoline il cielo è sempre di quel colore: blu terso. Eppure il Cicap tenta in tutti i modi di accorrere in aiuto dello sciachimista nel tentativo di farlo rinsavire. Lo fa mostrando immagini di guerra di vecchie fotografie di oltre mezzo secolo fa dove possiamo ammirare cieli virtuosi decorati dalle strisciate dei bombardieri. Questi tentativi si rivelano inutili, lo sciachimista è troppo caparbio.

Magari in un futuro imminente l’inesauribile Cicap riuscirà a provare che la carta fotografica usata negli anni passati presentava il difetto, col passare del tempo, di uniformarsi al blu e perdere le tonalità di bianco nelle zone dove questi due colori si combinano. Questo forse riuscirà a spiegare l’anomalia di tutte quelle foto ingannevoli del passato che ritraggono quei cieli sgombri da scie, ma di quel blu elettrico che causa distorsioni nella percezione della realtà. E il portavoce del Cicap, l’infaticabile giornalista Paolo Attivissimo, che conosce bene l’inganno delle immagini subliminali (in un’intervista a Le Iene ha dichiarato che nei cartoni animati Disney ci sono immagini subliminali di tipo pornografico, vedere al minuto 3:52 di questo video) riuscirà anche a fare chiarezza sulla bufala del finto complotto delle scie chimiche per far emergere il complotto alla rovescia (così definito dall’altro affiliato Cicap Paolo Toselli, senza però essere compreso) del quale chiunque ignora l’esistenza. L’inarrivabile Attivissimo ci svelerà la vera natura di questo complotto: quello della carta fotografica che muta nel tempo creata ad hoc negli anni passati dai produttori giapponesi (Fujifilm, Kodak) per ingannare i lavoratori dei paesi occidentali concorrenti e distogliere la loro attenzione da attività produttive.

[.......... MODALITA' IRONICA OFF ..........]

Un saluto e incoraggiamento.
VibraVito.

sabato 20 dicembre 2008

Li calabbroni

'A rigà! Ho appena visto pur'io li calabbroni de strekker!
Ma forse questi qua l'insegne cell'hanno...



Er commannante se sta a cacà sotto

Ve ricordate quanno er professore s'è messo a parlà cor culo (o fa sempre, ma stavorta m'ha fatto ride de più!)? Beh, pure er commannante ha 'saggerato, e mo vamo a vedé che ha scritto e pecché mo se sta a cacà sotto.

Li du' fratelli rincojoniti, 'nsostanza, hanno scritto sta cagata, do stanno delle foto de ericotteri tarmente piccole che parono buci der culo, e dicono che so 'ricotteri marvaggi pecché nun se vede 'a marca (forse li du fratelli c'hanno 'na marca stampata ner bucio der culo), quinni 'sti 'ricotteri vanno 'ngiro a spaventà li rincojoniti che avvistano li UFO, a misurà 'e scoregge de li tanker, a vedé li crop circols, e vabbé finché se tratta de ste cagate uno se fa na risata.

Però a 'ncerto punto li rincojoniti che avvistano li UFO (anche se l'articolo 'o firma solo er professore) dicono che 'sti 'ricotteri servono pè annà 'ngiro e brucià 'npò 'ndo je pare.

Mo, ce sta 'n tecnico che co li ericotteri proprio ce lavora (se firma orsovolante) che legge sta cosa, e giustamente se 'ncazza 'n pochino, anche pecché come tecnico rischia pure 'a vita pè annà a montà l'antenne pe li telefonini, a riparà li cavi da 'a luce e quant'artro, e je so' morti pure alcuni amici sui.

Cerca de dì sta cosa sur blog de li rincojoniti che avvistano li UFO, ma er commannante che je fa? Pija er commento der tecnico, o tajuzza e modifica 'npò e 'o pubblica cor suo utente ('ntendo utente strekker) facendo crede a li più fessi che er tecnico sta a minaccià.

Però mo sò cazzi de strekker, pecché er tecnico s'è 'ncazzato come n'orso... stamo a vedè che succede...

E 'n tutto questo, er nostro amico vibbradito che c'entra? be, 'n po' c'entra pecché come ar solito s'è meso a frignà come 'ncane dietro ar commannante! Lo fa pecché fa er cane? Oppure pecché è 'ncane? 'O sapremo alla fine der sondaggio!

Er materiale sta tutto qua:
  1. Cagate de li rincojoniti che avvistano li UFO
    http://www.tankerenemy.com/2007/12/i-calabroni.html

  2. Risposte de la gente normale (qua ce stanno 'e repliche vere de orsovolante)
    http://strakerenemy.blogspot.com/2008/12/i-calabroni.html

venerdì 19 dicembre 2008

'A professò, ma come cazzo parli?

Vabbé, er vibbravito qua nun c'entra, ma ve 'o segnalo ugguale, pecché nun posso nun farlo.
Ner blogghe der commandante strekker ce sta 'npost che dice 'e solite fanfaluche sugli ericotteri neri. Nei commenti 'nvece ce sta 'ntecnico vero che je spiega pè filo e pè segno che l'è ogni ericottero ne 'e figure che ha pubblicato.

E er professore che je scrive? Ecco che je scrive:

Non saranno questi tuoi inetti sofismi, queste tue speciose invenzioni da disinformatore impenitente a cambiare la realtà delle cose.

Come advocatus diaboli vali meno dell'Azzeccagarbugli.

Adios
ha capito? Er tecnico je spiega tutto pé falle capì quarcosa de nuovo, e quello je dice sofismi e speciose 'nvenzioni... seconno voi tonino quanno uno je parla capisce? 'A professò, ma che te fumi? Diccelo!

lunedì 8 dicembre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 5: Aerei civili in formazione d’attacco

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/12/cicap-novi-ligure-parte-5-aerei-civili-in-formazione-dattacco/

Il 15 novembre, dopo ben 57 giorni da quel memorabile 19 settembre, in questo post del blog di attivissimo, si possono finalmente vedere e/o scaricare i 2 files video relativi rispettivamente alla relazione di Angioni e al successivo dibattito. Prima di entrare nel merito dei contenuti mi sembra doveroso esporre con chiarezza tutta le polemiche scatenatesi per l’ottenimento della fatidica pubblicazione del video della conferenza. Polemiche verificatesi nei commenti relativi a questo post per un comportamento poco limpido da parte di alcune persone.
Potrei riportare dettagliatamente tutti i singoli commenti disseminati nei vari blogs che provano la veridicità di quanto andrò a esporre in seguito, ma ne risulterebbe un post kilometrico e poco leggibile. Comunque ho tutte le schermate salvate sul mio pc, per cui mi limiterò a sintetizzare il tutto.

Claudio Casonato sostiene che i files video originali (senza l’aggiunta dei titoli) erano stati resi disponibili già 3 giorni dopo la conferenza in una pagina temporanea web per una dutata di 10 giorni, ossia dal 22 settembre al 2 ottobre. Erano a conoscenza di questa pagina soltanto le persone che ne avevano fatto espressamente richiesta, tra le quali anche il sottoscritto.
Il problema è che non ho mai ricevuto nessuna comunicazione a riguardo. Questo perchè, secondo Casonato, nell’impegnativa firmata a Novi Ligure non erano comprensibili alcuni dei miei dati necessari per la comunicazione: numero di telefono ed email. In un suo commento giustificativo Casonato scriveva:
Il numero di telefono che leggo (cito solo le cifre che non mi sono chiare - la 1° e la 3° del numero):
xxx (1? 7?) xx (2? 9?) xxx
Per la e-mail, le prime 3 lettere sono per me (MIO problema, ovviamente) di difficile lettura. Io leggo VCL, oppure VSL, o magari VSC.

Questa storiella fa acqua da tutte le parti per i seguenti motivi:
1) Casonato accenna per la prima volta a questa pagina web temporanea soltanto il 22 ottobre su un post del blog di Hanmar, 30 giorni dopo il 22 settembre.
2) Se è verò che non riusciva a decifrare la mia scrittura, come mai Casonato non mi ha mai contattato i giorni dopo la conferenza nei commenti in questo post nel blog di Angioni, nel quale chiedevo più volte info sui files video? Vorrà mica farci credere che non legge mai il blog di Angioni nonostante questo sia presente sul suo blog tra i links utili?
3) Risulta incomprensibile la difficoltà nella scelta delle prime tre lettere dell’email in quanto poteva semplicemente inviare tre emails con le tre varianti, una delle tre sarebbe sicuramente pervenuta. Inoltre bastava che facesse riferimento al mio cognome presente sempre nell’impegnativa per non avere dubbi e scegliere VSC.
4) Essendo stata giudicata incomprensibile la mia grafia, nonostante nel compilare i moduli abbia l’abitudine di adoperare sempre i caratteri in stampatello maiuscolo, ho fatto richiesta a Casonato di inviarmi una scansione della mia impegnativa. La risposta è stata che non disponeva di uno scanner. Non mi sembra che uno scanner sia un dispositivo introvabile: qualsiasi ufficio ne è dotato.

In base a questi elementi chiunque si sarebbe sentito preso per i fondelli. Ad aggravare il tutto i soliti commenti diffamanti dei soliti aficionados di attivissimo che, pur non avendo nessunissima prova a riguardo, mi accusavano di aver fornito false generalità. Nessuno di loro che notava le incongruenze della versione fornita da Casonato. Questa facilità al discredito e all’accusa non comprovata da fatti, è emblematica sul modo di agire di alcuni personaggi che intervengono sui blogs nascondendosi dietro l’anonimato del web. E sono sempre gli stessi che accusano il buon Straker di TankerEnemy di creare dei falsi a sostegno delle sue tesi.
Stanco di questo modo do agire, a un certo punto della web-diatriba, anche su esplicita richiesta da parte di attivissimo, ho finalmente esposto il mio parere pane al pane, vino al vino:
@attivissimo
Mi sono già spiegato chiaramente, se non vuoi capire non è un problema mio.
E so anche perchè continui a insistere su questa presunta strumentalizzazione: la realtà è che non avete nessunissima intenzione di pubblicare il video della conferenza poichè avete paura di esporvi, troppo facile organizzare conferenze senza contraddittorio … vero?
Sapete benissimo che nell’unico contraddittorio che c’è stato, il vostro affiliato Toselli ne ha prese di bastonate (abbandonando la conferenza quando era ancora in corso), e quindi vi siete premurati dal ripetere l’errore. Così sia a Novi Ligure che a Padova, fate i vostri bei meeting tranquilli senza nessuno che vi possa contraddire. Il solo audio non credo sia sufficiente visto che Angioni nel relazionare si avvaleva di presentazioni power-point.
Ieri sono riuscito finalmente ad ottenere la VOSTRA registrazione e mi sono offerto, vista la tua cronica mancanza di tempo, a pubblicarla sia su you-tube INTEGRALMENTE senza tagli e aggiunte, sia in versione originale non compressa su un qualsiasi sito di file storage. Casonato via mail mi ha negato di pubblicare la registrazione del Cicap. La mia registrazione non la posso pubblicare poichè mi avete fatto firmare un’impegnativa che mi vieta di farlo.
Ma fatemi capire, la conferenza di Novi Ligure non era pubblica? C’è una proprietà intellettuale su quanto il Cicap ha affermato a Novi Ligure? E così che il Cicap fa attività divulgativa? Il Cicap ostenta con sicurezza la veridicità della sue affermazioni poichè avvalorate dall’esattezza del metodo scientifico, ma allora perchè continua a giocare a nascondino e non pubblica il video della conferenza? Ha forse paura di pubblicare i suoi ERRORI?

Queste mie parole, sembra abbiano sortito il loro effetto una settimana dopo essere state scritte, e finalmente adesso posso approfondire le altre inesattezze che ho visto e ascoltato a Novi Ligure.
In questo post farò riferimento ad una questione che ho sollevato osservando una foto presentata da Angioni durante la conferenza. Trattasi della foto in basso a destra nella quale si vedono quattro aerei volare in parallelo, estrapolata dal video della conferenza a partire dal minuto 40:30.

Come mia consuetudine riporto il dialogo intercorso, inoltre tra parentesi quadre aggiungo alcune mie considerazioni.
VIBRAVITO: Ma gli aerei di quella foto erano aerei di linea? Quei quattro che volano assieme? Poichè teoricamente non potrebbero volare così, a meno che non si tratti di aerei militari.
ANGIONI: Ma non è vero, poichè quella che vediamo qui è una visione del cielo schiacciata in due dimensioni, ma gli aerei volano paralleli in verticale. Le distanze orizzontali devono essere molto grandi, quindi questi aerei non possono volare affiancati però possono volare uno sopra all’altro.
VIBRAVITO: Quindi può capitare di vedere una situazione del genere con aerei di linea?
ANGIONI: Certo. Ci sono diverse foto di aerei che volano uno sopra all’altro.
VIBRAVITO: Beh … io non vorrei essere un passeggero di uno di quegli aerei!
CASONATO: Io ci sono stato tante volte.[e te pareva!]
ANGIONI: Ma non è affatto pericoloso poichè ci sono differenze di altezze di kilometri tra uno e l’altro. E’ questo il discorso…
CASONATO: Centinaia di metri. [Casonato prontamente corregge Angioni, questo perchè se le distanze verticali fossero di kilometri allora l'aereo teoricamente più in basso non potrebbe rilasciare in nessun modo una scia di condensa poichè viaggerebbe a una quota troppo bassa; inoltre le scie più a bassa quota si vedrebbero proporzionalmente più grandi rispetto alle altre, invece nella foto hanno tutte la stessa grandezza come spessore]
ANGIONI: Si è vero centinaia di metri. [Per gli stessi motivi spiegati prima Angioni si corregge subito] La questione è anche che, da quando sono nati i voli low-cost l’ENAC in Italia ha dovuto abbassare le distanze verticali, proprio perchè altrimenti non ci stavano. Quindi, le distanze in verticale, uno sopra all’altro, dovete immaginare gli aerei come un reticolo che vola però in verticale. [?!?! qui è andato un po' nel pallone]

[seguono alcuni interventi da parte di una persona del pubblico che sottolinea comunque l'anomalia di quanto si vede nella foto]

ANGIONI: Beh … questo è un caso chiaramente clamoroso, sono d’accordo. Ma come dimostra che questi non sono aerei di linea? Non sappiamo chi e quando ha scattato questa foto.
CAMERAMEN DEL CICAP: Io da bambino vedevo molte più strisce del cielo, perchè avevo molto più tempo. [?!?! si vede che è solo un cameramen è ha studiato male la parte assegnatagli dal Cicap, la prossima volta devi dire che anche da bambino vedevi le striscie persistenti e che adesso se ne vedono di più poichè è aumentato il traffico aereo]

Da questo link relativo al file pdf contenente il regolamento dell’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) riporto alcuni paragrafi:

*************************
3.1.8 Voli in formazione
Sono consentiti i voli in formazione alle seguenti condizioni:

c) non è consentito effettuare decolli, atterraggi e operazioni in circuito di traffico in formazione, ad eccezione dei voli specificatamente autorizzati dall’ENAC per manifestazioni aeree ed attività addestrative;

i) le restrizioni di cui ai para c. ed e., non si applicano agli aeromobili militari.

3.2 Prevenzione delle collisioni
3.2.1 Prossimita’
Nessun aeromobile deve essere condotto in prossimità di altri aeromobili in modo tale da creare rischi di collisione.

3.2.2.1 Un aeromobile obbligato dalle regole di seguito riportate a mantenersi a distanza dalla traiettoria di un altro aeromobile, deve evitare di transitare sopra, sotto o davanti a quest’ultimo, a meno che non passi molto distante e tenga conto degli effetti della turbolenza di scia.
*************************

Bene, oggi voglio essere buono e, poichè l’unica premura di Angioni è quella di dimostrare che non possono essere in nessun modo aerei militari, ecco un aiuto da parte mia per spiegare il caso clamoroso.
So benissimo quando è stata scattata quella foto: era il 23 maggio 2007, il giormo della finale di Champions League tra Milan e Liverpool disputata ad Atene. Quel giorno in particolare erano stati predisposti diversi voli supplementari per soddisfare le richieste delle migliaia di tifosi milanisti che non volevano assolutamente perdersi la finale. Vi domanderete: ma anche se fosse vera tale ipotesi, allora come si spiegherebbe il fatto che ci sono ben 4 aerei che volano affiancati, mica sono partiti in contemporanea da Malpensa? La risposta anche qui è banale. Diciamo che per quell’occasione particolare hanno dato uno strappo alla regola alle disposizioni dell’ENAC, c’erano diversi voli che dovevano arrivare ad Atene prima dell’inizio della finale e quindi dovevano assolutamente velocizzare i tempi. Hanno sfruttato l’effetto scia, un po come succede nei Gran Premi di Formula 1, perciò disponendosi con gli aerei uno di fianco all’altro sono riusciti a ridurre di una buona percentuale i tempi di percorrenza. I tifosi milanisti hanno accettato di buon grado l’inconveniente di un volo tormentato da frequenti fastidi derivanti da effetti di turbolenza di scia, questo pur di arrivare puntuali per assistere alla finale della loro squadra del cuore.

Non devi tremare … devi vibrare …
VibraVito.

lunedì 1 dicembre 2008

Uno strano ammiratore

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/12/uno-strano-ammiratore/

Nella pagina in cui spiego i motivi della migrazione alla piattaforma WordPress dalla precedente su BlogSpot, racconto di un inconveniente causato da un cracker elvetico. Alcuni lettori si saranno interrogati sugli elementi che mi hanno permesso di individuare la provenienza elvetica di questo cracker. Avendo installato lo script di StatCounter all’interno del mio blog per le statistiche sugli accessi, è stato relativamente semplice individuare da quali indirizzi IP provenissero gli attacchi basandomi sul contenuto dei referring links, ossia i links di provenienza al mio blog. Con quest’ultimi si possono verificare le seguenti situazioni:
- se si digita direttamente sulla barra degli indirizzi del browser il link del mio blog, StatCounter visualizza No referring link;
- se si accede al blog usufruendo di un link esterno presente su un altro blog o sito, StatCounter visualizza la pagina di quel sito che linkava al mio blog, es: http://www.tankerenemy.com, http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/11/microchip.html;
- se si fa una ricerca con Google, StatCounter visualizza la pagina dei risultati della ricerca di Google, ad esempio ricercando vibravito su google la pagina dei risultati è http://www.google.it/search?hl=it&q=vibravito&meta=;
- se si accede al blog mediante il link presente sul mio profilo Blogger, StatCounter visualizza http://www.blogger.com/profile/10102628480121613647.

A catturare la mia attenzione furono diversi referring links identici e non appartenenti a nessuna delle situazioni già descritte, che provenivano dallo stesso indirizzo IP e che avevano una lunghezza ben al di sopra della norma. Nell’immagine in basso lo screen-shot di StatCounter per averne un’idea.

Questo link d’accesso è talmente lungo che su StatCounter non si riesce a visualizzarlo per intero. Infatti vengono troncate le ultime tre lettere corrispondenti a “rch”. Aggiungendo le lettere mancanti al link dell’immagine si ottiene:

http://www.blogger.com/navbar.g?targetBlogID=986105122267889597&blogName=vibravito&
publishMode=PUBLISH_MODE_BLOGSPOT&navbarType=BLUE&layoutType=LAYOUTS&homepageUrl=
http://vibravito.blogspot.com/&searchRoot=http://vibravito.blogspot.com/search

Si tratta di un link molto anomalo, non solo per la lunghezza, poichè in nessun modo si può generare dalle normali azioni di navigazione sui blogs. Per trovare un simile link l’unico sistema è posizionarsi su http://vibravito.blogspot.com/ e con il tasto destro del mouse selezionare HTML (Explorer) oppure Visualizza sorgente pagina (Firefox), infine dal codice HTML ricercare il valore dell’attributo src nella prima occorenza del tag . Inoltre l’altra particolarità di questo link è che visualizza soltanto la sottile barra superiore di ricerca e login di BlogSpot e non fa vedere assolutamente nulla del blog, neanche l’intestazione.
Ovviamente non ha alcun senso che un lettore normale utilizzi un simile link che neanche gli permette di vedere il blog, l’unica categoria di individui in grado di utilizzarlo per farci qualcosa è quella dei crackers. Con un siffatto link il cracker elvetico ha tentato in maniera programmatica di accedere ripetutamente al mio blog. Dopo diversi tentativi è finalmente riuscito a intrufolarsi ed è stata quella l’occasione in cui è stato cancellato il mio post “Scie chimiche: ne hanno parlato…”. Probabilmente questa situazione si sarà verificata in una circostanza non ripetibile, magari subito dopo aver chiuso il browser mentre ero in fase di editing del blog poichè distratto e/o interrotto da fattori esterni. Ma, non essendo un cracker, questa è soltanto un’ipotesi ed è per questo motivo che per tutelarmi ho approfondito WordPress, ossia una piattaforma blog che mi permettesse di ripristinare la situazione originaria in seguito ad attacchi da parte di eventuali crackers. Adesso, dispongo addirittura di una copia del blog anche su una piccola chiavetta USB, in modo tale che, all’occorrenza, posso intervenire da qualsiasi luogo avente una connessione internet.

L’indirizzo IP colpevole (per l’esattezza sono due, ma entrambi fanno riferimento a servers proxy della stessa azienda) corrisponde a quello di un server collocato a Ebikon, cantone svizzero di Lucerna (vedi immagine in basso a sinistra), di una società elvetica che produce ascensori, scale mobili e montacarichi: la Schindler. Trattandosi di una multinazionale si può avere il dubbio che da quei servers proxy passi il traffico internet mondiale di tutte le sedi della società collegate all’intranet aziendale, ma, presumibilmente ogni sede nazionale ha la sua intranet dedicata e quindi il cracker è effettivamente elvetico. Propendo anche per quest’ultima eventualità perchè dalla stessa zona provengono sistematicamente numerosissime visite di uno strano ammiratore. Si tratta del proprietario del blog StrakerEnemy.
Il blog StrakerEnemy è partito a fine settembre 2008, pochi giorni dopo l’apertura del mio blog. A parte alcuni mini-posts dall’insulso contenuto provocatorio, la quasi totalità dei posts sono delle copie integrali dei miei articoli e di quelli del sito TankerEnemy, con l’unica differenza che i commenti sono abilitati. Se proverete a leggere gli insulsi contenuti dei commentatori tipo di strakerenemy capirete appieno le motivazioni che mi hanno spinto a non abilitare i commenti sul mio blog.
Questa simpatica canaglia accede ripetutamente, non solo durante l’orario d’ufficio, ma anche di notte e nei weekends utilizzando il suo Mac. Nell’immagine in basso a destra un esempio di un weekend di novembre.

Confrontandomi con Rosario Marcianò del sito TankerEnemy, in base allo stile provocatorio e strafottente, abbiamo individuato l’infausto individuo in un certo Michele che negli ultimi tre anni è intervenuto in diversi forum dove si è parlato di scie chimiche (Rai e Focus) sempre con nickname differenti (sitter75, genocidio, etc.).
Dalla sezione dei contatti del sito elvetico della Schindler, tra diversi nominativi tedeschi (il cantone di Lucerna appartiene alla Svizzera di lingua tedesca), spunta come responsabile delle vendite settore ammodernamento della sede di Berna (confinante con Lucerna, anch’esso di lingua tedesca) un unico nominativo italiano il cui nome è Michele Scattolo. Pur non avendone la certezza assoluta, probabilmente è proprio lui. Ultimamente è maturata maggiormente questa mia convinzione visto che dal suo blog ha dichiarato che è impegnato in un Master in Business Administration (MBA), che si inquadra perfettamente con quello che è il suo ruolo di responsabile delle vendite.

Appurata l’identità di questo strano ammiratore, nella prima metà di novembre mi sono divertito a rivoltare la frittata, e ad essere finalmente io il provocatore, intimando la violazione del copyright e il ricorso per vie legali come si può leggere dai miei commenti a questo post. Ovviamente il titolare del blog, nel suo solito modo di fare, dichiarava che le mie rimostranze non lo scalfivano minimamente. Eppure, nonostante la sua ostentata sicurezza, mostrava segni evidenti di preoccupazione e smarrimento:
1) Crisi d’identità palesate da frequenti cambi di nickname (da “s” a “eSSSe”) e utilizzo di diversi nickname anonimi per generare confusione anche in altri blogs. Nei siti dei disinformatori che si occupano di scie chimiche non è raro imbattersi in commenti anonimi o scritti da utenti con profilo Blogger non disponibile e con il nickname molto simile al mio(Vibra vito, Vibravito, Vibra Dito, Vito vibra, etc.). A tale scopo tengo a sottolineare che il mio nickname originale e autentico è scritto tutto con lettere minuscole: vibravito. Inoltre il mio profilo Blogger è sempre visibile con questo blog ad esso associato. Quest’ulteriore precisazione in quanto è addirittura presente anche un utente vibravito (tutto minuscolo) ma senza nessun blog associato.
2) Nei giorni successivi alle mie provocazioni, le visite elvetiche al mio blog erano cresciute in maniera esponenziale. Addirittura anche con il suo IPhone (evidentemente è un fanatico della mela morsicata) contrallava ripetutamente il mio blog agli orari più disparati, anche alle 6 del mattino! Ma vi rendete conto? Una persona appena si sveglia al mattino, qual’è la prima attività da fare? Accendere il suo Iphone per vedere se sul blog di VibraVito erano presenti nuovi contenuti, nonostante era più di un mese che non aggiornavo il blog.
3) Ha finalmente incominciato ad aggiungere i links ai posts originali nei nuovi posts inseriti in stile copia e incolla, e, anche se in maniera ambigua e provocatoria, ha effettuato tale doverosa attività anche sui vecchi posts. Infatti in questo post è chiaramente visibile il link, invece in altri post come questo, il link è presente tra il titolo e il contenuto, ma non è visibile.

Forse mi sono dilungato un po’ troppo nel descrivere le malefatte e le stupidate di questo strano ammiratore, comunque, anche se a qualcuno può sembrare dispersivo perdere il proprio tempo con siffatti provocatori che non apportano nessun contributo informativo, ho ritenuto ugualmente utile dettagliare certe situazioni per far comprendere che, dietro l’apertura in questi ultimi mesi di diversi nuovi blogs che trattano l’argomento scie chimiche in chiave ironica, si nasconde una precisa strategia disinformativa tendente al discredito e allo sbeffeggiamento. La domanda sorge spontanea: chi mai perderebbe tutto questo tempo, in orari lavorativi e non, per una questione inesistente e ridicola frutto della fantasia di pochi teorici della cospirazione? Lo stesso Cicap ha dichiarato che ha deciso di trattare le scie chimiche per evitare che diverse persone dedichino le loro risorse per seguire una teoria inesistente piuttosto che dedicarsi in attività realmente produttive. Ma allora, se è vero che io effettivamente dedico una certa fetta del mio tempo libero per approfondire la tematica poichè giustamente preoccupato per le conseguenze delle scie tossiche sulla salute, che giustificazione hanno coloro che, come Michele Scattolo, dedicano gran parte del loro tempo per della semplice e infruttuosa ironia su una teoria inesistente? Vi sembra normale tutto questo?

Buone vibrazioni a tutti.
VibraVito.

mercoledì 8 ottobre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 4: Se rincari troppo la dose… rischi l’overdose!

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/10/cicap-novi-ligure-parte-4-se-rincari-troppo-la-dose-rischi-loverdose/

Da parte di molti negazionisti del fenomeno scie chimiche è stata pesantemente criticata la mia scelta di non abilitare i commenti su questo blog. Pensano che sia da vigliacchi scrivere il proprio pensiero e non mettersi in discussione confrontandosi con i pareri differenti degli eventuali commentatori. A parte le motivazioni di questa scelta già espresse nella presentazione del blog, ne approfitto anche per chiarire che il confronto non necessariamente deve manifestarsi in un botta e risposta di commenti alternati che spesso si rivelano ripetitivi e dispersivi. Ci sono altre modalità più eleganti e facilmente comprensibili da coloro che sono più a digiuno sull’argomento. Ad esempio nel mio ultimo post, tirando in ballo le affermazioni di alcuni esponenti del Cicap, ho anche inserito un paio di links, mediante i quali l’eventuale lettore aveva modo di valutare le opinioni delle persone chiamate in causa e anche di chi la pensa diversamente dal sottoscritto. Infatti, in uno di questi links, abbiamo modo di leggere le argomentazioni addotte da Simone Angioni del Cicap per difendersi dalle mie critiche. Con questà modalità si riesce ad operare un confronto a distanza più neutro, in quanto non prevale chi ha a disposizione più tempo per commentare e nel quale ognuno dei contendenti ha modo di scegliere su quali punti della questione soffermarsi, saranno poi i lettori a giudicare chi ha optato per i punti meno depistanti e più appropriati ai fini della discussione.

L’affaire del falso fuel dumping di Torino sarà approfondito in un post successivo, in questa sede riporterò e commenterò le risposte di Angioni in merito a quanto avvenuto alla conferenza di Novi Ligure.
Nonostante abbia constatato che Angioni continua a fare puntualizzazioni su una questione che non è stata sollevata dal sottoscritto, ma da una sua brillante uscita del 21 settembre 2008 sul blog di attivissimo, non mi soffermerò ulteriormente sulla svista del barometro poichè la ritengo poco appropriata e dispersiva. Chi ha un po’ di tempo libero, può ascoltarsi il file audio della discussione e valutare di persona se il mio era un errore oppure una scambio causato dalla fretta: barometro al posto di stazione barometrica. Certo, se fosse già disponibile il filmato video, molti più lettori sarebbero invogliati a perdere un po’ di tempo per approfondire, però, a 18 giorni dalla conferenza, dal Cicap ancora non si hanno notizie del video.

Soffermandosi, invece, sulle questioni più inerenti le scie chimiche riporto cosa scrive Angioni in merito al Jet Stream:
“… CASONATO: ‘Chiedo scusa, mai preso un aereo? …Ci sono degli sbalzi durante un viaggio aereo, a volte di più a volte di meno, ci sono i vuoti d’aria, ci sono le correnti. E le correnti, i Jet Stream, il famoso Jet Stream che permette di accorciare di molto il tempo di percorrenza, sono delle situazioni che possono essere molto localizzate in aeree molto ristrette’
VIBRAVITO: ‘Quindi? Poche centinaia di metri?’
ANGIONI: ‘Sicuramente poche centinaia di metri’
CASONATO: ‘Possono essere poche centinaia di metri in larghezza
Si sta parlando delle scie che si interrompono. L’inesattezza starebbe nel fatto che io e Casonato abbiamo sostenuto che il Jet Stream è largo poche centinaia di metri…Vibravito leggi, un minimo di comprensione del testo (sospiro sconsolato). Io ho detto che le condizioni in atmosfera possono cambiare repentinamente facendo l’esempio di un temporale, Casonato ha rincarato la dose facendo l’esempio del Jet Stream e delle correnti in quota. Da questo lui deduce che noi abbiamo affermato che il Jet Stream ha dimensioni di poche centinaia di metri … Le Correnti a Getto per quanto vaste hanno dei confini, quindi se un aereo incrocia una Corrente a Getto non necessariamente sarà nel centro e non necessariamente la percorrerà tutta. Potrebbe attraversarne un breve tratto per poi uscirne (in poche centinaia di metri), la stessa Corrente a Getto non è regolare e immutabile nel tempo e nello spazio. Quindi anche all’interno della stessa corrente ci possono essere condizioni diverse a distanza di poche centinaia di metri.”

Nonostante nel commento di risposta sia riportato anche il dialogo, Angioni sostiene che le mie deduzioni sono state errate. Eppure dal solo dialogo, considerando che Casonato specifica che si sta riferendo a una larghezza, che cosa si può dedurre? Le spiegazioni esaustive sul perchè hanno inglobato il Jet Stream nella discussione non sono state fornite a Novi Ligure. A posteriori, invece, nel suo commento giustificativo Angioni ha specificato che sia lui che Casonato si riferivano alle aree di confine del JetStream. Purtroppo, considerando che proprio il Cicap nega l’esistenza della telepatia, in quel di Novi Ligure, non mi era possibile capire telepaticamente che ci si riferiva alle larghezze delle aree di confine di un Jet Stream, anzichè alla larghezza di una Corrente a Getto nella sua interezza.
Inoltre, in un recente FAQ a cura del gruppo di studio sulle scie chimiche del Cicap, visionabile a questo link si legge:
“DOMANDA: Non è strano che certe scie inizino e terminino all’improvviso mentre altre volte formano degli sbuffi?
RISPOSTA: Non è strano come non lo è che certe nubi abbiano bordi abbastanza netti e certe altre siano simili a piccoli batuffoli. L’atmosfera non è un blocco di granito immutabile ma un sistema estremamente complesso in continuo mutamento. Nessuna meraviglia quindi che un aereo possa percorrere lunghi tratti che presentino condizioni favorevoli alla formazione di scie di condensazione per poi incontrare zone con condizioni atmosferiche differenti che portino all’interruzione della scia. D’altra parte non è raro vedere piovere in un punto e scorgere il sole un paio di chilometri più in là. Questi fenomeni dimostrano come l’atmosfera possa variare le proprie condizioni repentinamente; basti pensare che 2 chilometri sono meno di 10 secondi di volo per un aereo di linea.”

In forma scritta hanno opportunamente evitato di inglobare il Jet Stream per giustificare le scie interrotte. Quindi, come ha scritto lo stesso Angioni nel suo commento, con l’introduzione del Jet Stream si è rincarata la dose.

Analizziamo adesso un’altra fase della conferenza di Novi Ligure nella quale si è rincarata la dose. Riporto innanzitutto il dialogo relativo:
VIBRAVITO: “E’ vero che gli Stati Uniti e l’Italia hanno organizzato un Convegno Bilaterale sulla Ricerca Congiunta sui Cambiamenti Climatici a Roma, il 22-23 Gennaio 2002, in seguito all’impegno del Presidente Bush e del Primo Ministro Berlusconi di intraprendere ricerche sui cambiamenti climatici in collaborazione?”
ANGIONI: “Beh! Non escludo che ci sia un convegno sui cambiamenti climatici, credo che ce ne siano a decine in tutto il mondo”

VIBRAVITO:“Praticamente si tratta di un progetto di collaborazione suddiviso in 15 Workpackage. In merito al Workpackage 10, in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale sulle Ricerche) si parla di esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri”

ANGIONI: “Com’era il titolo?”
CASONATO: “Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri … che non c’entra con il cielo, c’entra con la terra, non è qualcosa di atmosferico comunque”
VIBRAVITO: “Quindi il cielo non fa parte”

CASONATO: “Allora la definizione di ecosistema terrestre di solito fa riferimento a: il bosco, il lago, la montagna, la collina…”
VIBRAVITO: “Non il cielo!…”
CASONATO: “Si! Poi si considera anche il cielo sopra … ma in un’ecosistema terrestre non si parla del…”
VIBRAVITO: “Quindi il cielo non c’entra… va bene… poi queste cose vanno approfondite… andrò a vedere la definizione di ecosistema terrestre…”

In questa occasione, a differenza della vicenda Jet Stream, ho immediatamente obiettato e ho anche affermato che avrei controllato l’esatta definizione di ecosistema terrestre. A pensarci bene, non è neanche necessario approfondire: chiunque può fare una brevissima ricerca per appurare che escudere il cielo da tutti quei fattori che possono interagire in un ecosistema terrestre è indubbiamente un’informazione errata. Si può avere un dubbio a riguardo della suddivisione degli ecosistemi in terrestri o acquatici. Ma, poichè non esiste un’ulteriore suddivisione in ecosistemi atmosferici e/o gassosi, è evidente un altro rincaro della dose da parte di Casonato nel tentativo di escludere il cielo e le annesse scie chimiche dall’ecosistema terrestre e dagli annessi esperimenti di cui si parla nel documento in riferimento alla mia domanda. Tentativo stroncato sul nascere e di cui, lo stesso Casonato se ne sarà probabilmete reso conto pochi istanti dopo.

A proposito del contenuto del documento inerente la mia domanda, che si può visionare per intero qui, Angioni ha così commentato nel suo blog:
“…Avevi portato un documento che parlava della modificazione degli ecosistemi terrestri. Ti chiesi di leggere i punti del Workpackage, ma tu purtroppo avevi portato solo l’indice del documento e non il testo integrale. Scelta curiosa (ne fai molte di scelte curiose) la tua visto che andando a vedere cosa dice il WP 10 da te citato si legge:
[qui Angioni riporta parte del contenuto del Workpackage 10, nell'immagine in basso l'intero contenuto]
Come avevo detto io si tratta di esperimenti per la simulazione di possibili scenari futuri. Per sapere come cambierà il mondo se la CO2 continua ad aumentare è necessario simulare empiricamente i possibili scenari. Esistono siti che riproducono vari ecosistemi terrestri nei quali vengono eseguite modifiche ambientali. Siti come questo:
http://www.unitus.it/dipartimenti/disafri/progetti/Popface/Site.htm

Tu non sapevi nemmeno come era fatto quel progetto di cui parlavi alla conferenza e infatti sei rimasto spiazzato quando ti ho chiesto quali erano gli obiettivi e i processi previsti dal WP. Se avessi saputo come si compilano questi progetti saresti andato a colpo sicuro esattamente come ho fatto io scoprendo che non aveva nulla a che fare con la teoria delle scie chimiche. Il mio suggerimento è quindi di essere un filino più umile, se non sai di cosa stai parlando evita di giungere a conclusioni affrettate e resta aperto alle spiegazioni di chi ne mastica un pò più di te su queste questioni…”

A quanto pare quest’abitudine a rincarare la dose, avviene anche in un contesto più ragionato come può essere quello della forma scritta. A parte il tono nel quale si suggerisce agli altri di essere più umili ma nel contempo si osteggia spavalderia e sicurezza, Angioni nel suo commento ha riportato la parte del documento in cui si descriveva il Work Package 10 che gli era più congeniale per sostenere che si tratta di esperimenti eseguiti in piccola scala in determinati siti, come dimostra anche il suo link dove si fa riferimento a un sito di pochi ettari. Inoltre, non ha neanche riportato un link dove poter visionare il documento nella sua interezza. Detto questo, sarebbe interessante sapere per quale motivo ha omesso di riportare il paragrafo finale intitolato “Elementi da fornire” nel quale si legge: “nuove tecnologie per conduzione di esperimenti di manipolazione su ecosistemi a larga scala”(sottolineato in rosso nell’immagine in alto).

I tre esempi illustrati precedentemente, mostrano una strana abitudine del Cicap: per avallare le proprie tesi i cicappiani si adoperano utilizzando diversi rincari della dose. Veramente curioso: non pensavo che la rigorosità del metodo scientifico, tanto propugnata dal Cicap, prevedesse simili accorgimenti di comodo. Io consiglierei una maggiore attenzione: se rincari troppo la dose… rischi l’overdose!!!

Un saluto e incoraggiamento.
VibraVito.

venerdì 3 ottobre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 3: Quale perla luccica di più?

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/10/cicap-novi-ligure-parte-3-quale-perla-luccica-di-piu/

Nell’estenuante attesa che venga pubblicata sul web il video della conferenza di Novi Ligure, in questo post inizierò a commentare alcune affermazioni dei cicappiani, in particolare quelle dal contesto comprensibile anche senza l’ausilio delle immagini video. Farò quindi riferimento ad alcuni files audio mp3 disponibili sul blog di attivissimo a questo link, nel quale si possono anche leggere i relativi commenti degli abituali frequentatori del suddetto blog.

All’inizio del file Domande1.mp3 si sente la voce di Simone Angioni che incomincia a rispondere a una domanda che gli è stata posta. Sfortunatamente la parte in cui dovrebbe sentirsi la domanda risulta troncata. La spiegazione all’inconveniente che mi è stata data è dubbia ma plausibile: “L’audio che c’è adesso on line è stato registrato su nastro: hai presente le vecchie audiocassette?. La loro durata è limitata e quindi si è dovuto cambiare cassetta varie volte durante la serata perdendo tempo. L’audio del video è per l’appunto l’audio del video che quindi è senza interruzioni.”. Sarà pure vero, ma risulta alquanto strano che non abbiano utilizzato la traccia audio estrapolata dal video che risultava essere senza buchi. Per chi volesse capirne di più a questo link tutta la web-diatriba.
A causa di suddetta mancanza, riporto il testo della mia domanda: “Che spiegazione da la scienza a quei filmati nei quali si vedono scie interroppersi e svanire nell’arco di poche centinaia di metri non in maniera graduata, ma repentinamente, per poi riprendere a comparire sempre in maniera repentina? Su you-tube ci sono diversi filmati a riguardo e anche a me è capitato di osservare scie interrotte”. Guardate attentamente il seguente video per capire il senso della domanda.

Di seguito riporto alcune fasi del dialogo successivo alla mia domanda:
ANGIONI: “Dal punto di vista scientifico possiamo dire che, le condizioni dell’atmosfera, lo sappiamo, cambiano repentinamente: una nuvola termina di botto, non termina lentamente. Quindi, lì ci sono le condizioni per la formazione di una nuvola, più in là no. Sarà capitato sicuramente a chiunque di voi di vedere un temporale e magari vedere uno-due kilometri più in là il sole… “
VIBRAVITO: “Quindi cambia l’umidità praticamente?”
ANGIONI: “Anche la temperatura, i venti…”
VIBRAVITO: “Ma cambia così repentinamente?…”
CASONATO: “Chiedo scusa, mai preso un aereo? …Ci sono degli sbalzi durante un viaggio aereo, a volte di più a volte di meno, ci sono i vuoti d’aria, ci sono le correnti. E le correnti, i Jet Stream, il famoso Jet Stream che permette di accorciare di molto il tempo di percorrenza, sono delle situazioni che possono essere molto localizzate in aeree molto ristrette”
VIBRAVITO: “Quindi? Poche centinaia di metri?”
ANGIONI: Sicuramente poche centinaia di metri
CASONATO: Possono essere poche centinaia di metri in larghezza

VIBRAVITO: “Però … volevo dire: anche sul suolo terrestre ci sono le diversi correnti, i differenti microclima in zone ristrette, ma io non vedo mai cambiamenti repentini come l’umidità che passa da un punto all’altro da un 40% a un 80%”
ANGIONI: “Ma lei come fa a vedere l’umidità che passa da un 80% a un 40%?”
VIBRAVITO: “… L’umidità si può misurare: ci sono i vari barometri, i vari strumenti di misurazione”
ANGIONI: “A terra … a 10000 metri un barometro … non posso pensare che le condizioni che ci sono a terra siano le stesse che ci sono a 10000 metri …”
VIBRAVITO: “Ma ci sono questi studi che dimostrano i repentini cambiamenti di temperatura umidità e pressione ad alta quota? Sono stati fatti questi studi?”
ANGIONI: “Certo … ce ne sono centinaia…”

CICAPPIANO X: “Anche il fatto che ci sia un’interruzione di una scia chimica, pensare di poter vedere da terra un’interruzione di poche centinaia di metri è impossibile, perchè io da terra se vedo una striscia che è disegnata a 10000 metri di altezza se fosse un’interruzione di cento metri non potrei vederla a occhio nudo…”
VIBRAVITO: “Probabilmente si tratta di una scia a minore altezza: a 3000 o 4000 metri se riesco a distinguerlo ad occhio nudo”
ANGIONI: “O forse sono kilometri di distanza … anche perchè non è facile provare che ci sia una scia a 4000 metri”

Per rendere più comprensibili le spiegazioni del Cicap, in basso un’immagine del filmato con le opportune descrizioni. Dall’immagine chiunque potrà appurare che la sezione relativa alla fase “off” della scia non può essere più lunga di 300 metri.

In merito ai repentini cambiamenti di umidità e temperatura in alta quota, Angioni ha affermato che ci sono centinaia di studi che lo dimostrano. Mi sono posto la seguente domanda: “In questi studi come hanno fatto a determinare queste variazioni improvvise, con quali strumenti?” Probabilmente con le radiosonde (qui una breve spiegazione delle radiosonde e la possibilità di visualizzare i valori aggiornati ogni 12 ore in base a determinate zone). Quindi ci si aspetterebbe che queste radiosonde siano degli strumenti di indubbia precisione visto che misurano cambiamenti ogni poche centinaia di metri. Appare perciò strano che, in altre occasioni, lo stesso Angioni abbia criticato aspramente l’affidabilità di queste sonde. Questo si è verificato quando alcuni sostenitori delle scie chimiche hanno riportato i valori registrati dalle radiosonde per dimostare che non sussistevano le condizioni di temperatura, umidità a nessuna altitudine in una determinata zona per il verificarsi di una normale scia di condensa.
In questa web-diatriba il 15 maggio 2008 alle ore 17.31 Angioni dichiarava:
“…Rispondo anche alle radiosonde, dovrebbe essere ormai chiaro che le radiosonde non hanno alcuna validità nella predizione delle scie questo per vari motivi: 1 - le sonde non sono affidabili nella misurazione di umidità e temperatura (spesso c’è un ritardo rispetto alla quota); 2 - Le sonde misurano le condizioni in un determinato punto, servono decine di lanci per avere idea delle condizioni presenti in una zona e comunque le variazioni sono estremamente veloci…”. Sarei proprio curioso di sapere: ma in queste centinaia di studi come hanno fatto a determinare questi bruschi cambiamenti di umidità e temperatura se le radiosonde non sono affidabili? Con quali strumenti? Perchè se ci sono questi strumenti così precisi, allora si disporrebbe anche dei mezzi per determinare se ci sono le condizioni o meno per il verificarsi di una normale scia di condensa. Se si tratta effettivamente di centinaia di studi, ci sarà di sicuro qualcosa, a meno che non stiamo parlando di fantomatici studi.

Sia Simone Angioni che Claudio Casonato del Cicap hanno affermato che un Jet Stream può avere un’ampiezza di poche centinaia di metri. Ma siamo sicuri? Dal sito www.meteorologia.it vediamo di capire cos’è questo Jet Stream, in italiano Corrente a Getto: “Si definisce Corrente a Getto una corrente stretta, forte e concentrata lungo un asse quasi orizzontale, situata nella troposfera superiore e nella stratosfera, caratterizzata da un forte gradiente verticale e laterale dell’intensità del vento che presenta uno o più massimi di velocità. In genere la lunghezza di una corrente a getto è di diverse migliaia di km, la sua larghezza di qualche centinaia di km e la sua altezza di qualche km… La corrente a getto può essere raffigurata come un fiume d’aria che scorre velocemente (da ovest verso est) nell’alta troposfera. Raggiunge uno sviluppo di 4000-5000 km con una grandezza dell’ordine del centinaio di km…”. Poichè hanno ribadito entrambi che si parlava di poche centinaia di metri, anzichè kilometri, non si può parlare in questo caso di una semplice svista, ma di un’inesattezza vera e propria.

Infine volevo far notare la faziosità degli aficionados del blog di attivissimo. Molti di loro si sono divertiti a evidenziare la mia svista dovuta alla fase concitata della discussione: ho osato dire barometro anzichè stazione barometrica! Ma quale gravissimo errore! Tutti a darmi dell’ignorantone e in tipico slang del disinformatore lo stesso Angioni il 21 settembre 2008 alle ore 19.24 si è premurato di sottolineare la mia perla: “Ascoltando un breve frammento di registrazione mi sono accorto che chi stava facendo le domande ha sostenuto di misurare l’umidità con un barometro…teoria interessante…peccato mi sia accorto solo adesso della perla”. Eppure, nel dialogo riportato prima, ho evidenziato in rosso che anche lo stesso Angioni, nell’incalzare della discussione, ha usato il termine barometro.
Stranamente su 167 commenti nessuno che abbia fatto notare che mancava la parte audio in cui veniva posta la domanda e soprattutto nessuno che si sia accorto della vera perla, e non svista, secondo cui la larghezza di un Jet Stream è di poche centinaia di metri, anzichè kilometri. Secondo voi, paragonando una svista di un non-scienziato con un errore pronunciato contemporaneamente da due persone che si dichiarano scienziati, quale perla luccica di più? Però, prima di provare a rispondere … aspettate i prossimi posts.

Non devi tremare … devi vibrare …
VibraVito.

lunedì 29 settembre 2008

Il racconto di Mister X

Dalla fatidica conferenza di Novi Ligure di venerdì 19 settembre sono passati 10 giorni. E nel frattempo, sempre confidando che la registrazione video sia pubblicata quanto prima, ne approfitto per fornire una risposta a quella che è una domanda slogan dei negazionisti: “Ma un complotto del genere dovrebbe coinvolgere milioni di persone nel mondo. Com’è possibile tutto ciò”.
Ebbene si, se provate a guardare diversi forums e blogs dove si è discusso e commentato del fenomeno scie chimiche, a un certo punto spunterà sempre il commento del negazionista di turno con la suddetta locuzione trita e ritrita. Anche alle conferenze del Cicap … mi fermo qui … avete già capito!

Per rispondere a questa non tanto annosa questione, mi avvarrò di un’utile testimonianza che in queste ultime settimane si è affacciata nel marasma delle infinite web-diatribe sul tema scie chimiche. Trattandosi di un individuo che preferisce mantenere l’anonimato (questo perchè nel suo racconto fa riferimento a un altro soggetto con una professione ben definita che ha parlato in maniera strettamente confidenziale e che sarebbe facilmente identificabile), farò riferimento a lui con l’appellativo di MISTER X. Ovviamente, ma a causa di alcuni lettori negazionisti a oltranza è sempre meglio specificare, suddetta testimonianza anonima non vuole costituire una prova definitiva, il suo utilizzo serve per ricavarne delle interessanti indicazioni.

Mister X afferma che è riuscito, per vie traverse, a mettersi in contatto con un ingegnere che lavora in ambiti militari poichè esperto di apparecchiature radar. Segue il dialogo intercorso tra i due:
MISTER X:“Scusi … ma io vedo sempre degli aerei in cielo che lasciano delle scie molto grandi e persistenti, lei mi sa dire cosa sono?”
INGEGNERE:“Si, quelle che vede sono esercitazioni NATO.”
MISTER X:“Come esercitazioni? Io vedo proprio delle scie che sembrano condensa, ma non vanno via per ore, e formano una nebbia in alta quota.”
INGEGNERE:“Ma ne vede tante di scie nel cielo?”
MISTER X:“Si moltissime … e praticamente tutti i giorni. Mi è stato detto che è condensa.”
INGEGNERE:“No, non è condensa. Quando vede molte scie in un area ristretta, vuol dire che è in corso un esercitazione di guerra NATO.”
MISTER X:“Ma come esercitazione? …ma tutti i giorni? perchè io le vedo tutti i giorni.”
INGEGNERE:“Si, sono esercitazioni militari”
MISTER X:“E in cosa si esercitano tutti i giorni?”
INGEGNERE:“Quelle sostanze che rilasciano nell’atmosfera influenzano i segnali radar, la NATO si esercita in scenari di guerra simulata.”
MISTER X:“Guerra simulata? E come funzionano queste esercitazioni? A cosa serve quella roba nel cielo?”
INGEGNERE:“In pratica vengono irrorate nel cielo sostanze che influiscono con i radar: possono servire per oscurare una certa zona dai segnali, o per potenziare i segnali radar. Devi capire che siamo sempre sotto la minaccia di un attacco nucleare. La NATO vuole essere sempre pronta a qualsiasi evenienza. Con questa tattica, in caso di attacco nucleare, possono rimanere in contatto con il quartier generale. Oppure possono oscurare una zona, rendere inoperativi i radar nemici. Ci sono varie possibilità.”
MISTER X:“Ma da me è così tutti i giorni, è possibile che tutti i giorni si esercitino in questo modo?”
INGEGNERE:“Beh!… quasi tutti i giorni. Vogliono essere sempre pronti poichè, in caso di attacco, essere impreparati vuol dire perdere. Immagina un attacco nucleare: tramite queste irrorazioni possono creare un corridoio intercontinentale per le telecomunicazioni. Per i militari le comunicazioni sono essenziali. Si esercitano così in mezzo mondo, nelle zone sensibili.”
MISTER X:“E perchè nessuno lo dice? A me i paracadutisti hanno detto che è condensa, e anche le forze dell’ordine. La gente pensa che sia condensa degli aerei. Perchè nessuno dice la verità?”
INGEGNERE:“Le esercitazioni di guerra sono poste sotto segreto militare. Con il segreto militare la NATO fa quello che vuole. In questi casi, possono scavalcare la legge italiana. E poi … se questa storia venisse fuori ci sarebbero forti proteste da parte delle associazioni ambientaliste.”
MISTER X:“Ma cos’è questa roba? Fa male?”
INGEGNERE:”E’ un pò complicato da spiegare … però non ti devi preoccupare. Sicuramente non fa bene, ma le auto e gli inceneritori sono peggio.”
MISTER X:“Ma è da tanto che vanno avanti così i militari?”
INGEGNERE:“Ormai è qualche anno. Però da settembre in poi dovrebbero diminuire,fino a scomparire del tutto. Questo perchè le apparecchiature radar di nuova generazione non hanno bisogno di queste sostanze nei cieli.”

Secondo voi, in base alle affermazioni dell’ingegnere, lo si può ritenere parte attiva del complotto? Sta tramando contro i suoi simili? Certo che no, semmai l’unica accusa che gli si può rivolgere è di estrema superficialità. Non tutte le persone hanno una coscienza particolarmente sviluppata o evoluta. Nella mente di questo ingegnere passano probabilmente pensieri simili a questi:
- “Beh! Certo non stiamo parlando di un toccasana, però con tutte le schifezze che già ci sono tra inceneritori, inquinamento, rifiuti tossici … una in più non penso che farà così tanto male. E poi … avranno sicuramente considerato tutti gli aspetti dannosi e calcolato con esatezza gli eventuali rischi.”
- “Se è un segreto militare NATO in grado di scavalcare la legge italiana, c’è ben poco da fare. A questi qui non li si può fermare in nessun modo. Tanto … se non lo faccio io, sicuramente lo faranno fare a qualcun altro. Perchè rinunciare al mio tornaconto personale se tutto ciò è inevitabile?”

L’esempio dell’ingegnere fa capire come, nella mente di tutti coloro che sono coinvolti direttamente o indirettamente, aleggino intenzioni non certo malvagie e cospirative e serve anche a comprendere il meccanismo della verità a strati. Col racconto di Mister X abbiamo appreso indicativamente la versione dei fatti parziale che viene raccontata a militari e forse anche meteorologi. Questa strato di verità è ovviamente incompleto: l’ingegnere del racconto sa forse nulla sulla composizione delle sostanze rilasciate dagli aerei? Forse sarà a conoscenza di un determinato tipo di composizione che riterrà non particolarmente dannosa, ma come fa ad avere la certezza che in ogni scia chimica vi siano esattamente le stesse sostanze, mica è in grado di verificarlo? Del resto neanche la maggiorparte dei piloti, militari, meteorologi, giornalisti è in grado di appurare con certezza cosa viene rilasciato dagli aerei. L’unica categoria che può saperne esattamente qualcosa è quella degli scienziati, in particolare quei chimici che lavorano nella produzione degli aerosol. Numericamente quest’ultimi quanti saranno? I milioni di persone ipotizzati dai negazionisti? Certamente no, probabilmente sono sufficenti pochi dottor stranamore, magari alcuni di loro anche ricattati.

Sarebbe veramente auspicabile che, coloro che pensano di saperne più degli altri, come l’ingegnere del racconto o quei negazionisti assoldati, incomincino seriamente a domandarsi sulla natura degli aerosol. Gli elementi per avere molti dubbi ci sono: ad esempio il recente morbo di morgellons, del quale si ha notiza non soltanto attraverso siti internet, ma anche attraverso i media ufficiali (vedi immagine ingrandita presa dal sito del Corriere a questo link) dovrebbe far riflettere. Purtroppo ci sarà sempre chi, in mancanza di prove scientifiche, persevererà all’infinito nel negare la correlazione tra il suddetto morbo e le scie chimiche. Questa perseveranza non è però indotta da una mancanza di prove, ma da una presa di posizione irrinunciabile. E’ un po’ come un cocainomane, e tra i nostri governanti ce ne sono diversi (ricorderete tutti l’inchiesta de “Le Iene”), che ben consapevole del lento degrado cerebrale a cui va incontro, preferisce godersi l’estasi del presente e non curarsi delle conseguenze future.

Buone vibrazioni a tutti.
VibraVito.

giovedì 25 settembre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 2: I nostalgici della pellicola.

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/09/cicap-novi-ligure-parte-2-i-nostalgici-della-pellicola/

Da venerdì 19 settembre sono passati sei giorni, mi aspettavo di trovare già in rete il video della conferenza, evidentemente al Cicap Piemonte hanno avuto un po’ di difficoltà tecniche. La sola registrazione audio postata nel blog di Paolo Attivissimo non permette di capire esattamente il contesto in cui venivano fatte determinate affermazioni poichè spesso si trattava di commenti a immagini che venivano proiettate e mostrate al pubblico. Nell’attesa ne approfitto per spiegare il perchè di una mia proposta rivolta al Cicap durante alcuni miei interventi che si possono ascoltare qui e qui.

Innanzitutto riporto il contenuto della succitata proposta:
“Secondo i sostenitori delle scie chimiche, tale fenomeno ha assunto una diffusione capillare e sistematica in tutto il nostro paese soltanto negli ultimi anni, in particolare dal 2002-2003. Dal fronte opposto i negazionisti del fenomeno affermano che il numero crescente di scie sia dovuto semplicemente all’aumento del traffico aereo civile dovuto all’introduzione dei voli low-cost.
Sul sito www.assaeroporti.it sono disponibili i dati dei voli dal 2000 ad oggi. Risulta che nel 2000 i voli totali sono stati 1.395.320 e nel 2007 sono stati 1.723.086. In percentuale l’incremento risultante è del 23,49%. Arrotondando per semplicità di calcolo a 25% possiamo affermare indicativamente che, se nel vecchio millenio avevamo una numero di scie pari a 100, al giorno d’oggi dovremmo aspettarci un numero di scie pari a 125, con un rapporto risultante di 4 a 5. Per cui, se oggi abbiamo una situazione con 5 scie di aereo contemporaneamente in cielo come in questa immagine, nel vecchio millennio potrei aspettarmi 4 scie di aereo in contemporanea.
Poichè il Cicap afferma che queste scie lunghe decine di kilometri sono sempre esistite, potrebbe, a sostegno delle sue tesi, organizzare una raccolta di foto scattate nel vecchio millenio. Se si considera che in passato esistevano soltanto le foto su pellicola, difficilmete manipolabili, non si insinuerebbero dubbi sull’autenticità del materiale trovato. Il Cicap dispone di un discreto numero di iscritti e di un’ottima visibilità mediatica anche in televisione e potrebbe invitare le persone a guardare nei loro albums di famiglia, inoltre si potrebbero facilmente coinvolgere nelle ricerche aeroclub e fotografi.”

2000

2007

E’ interessante a questo punto riportare anche quelle che sono state le reazioni dei “cicappiani” a Novi Ligure:
- “E’ veramente necessaria questa cosa?”
- “Ma a cosa serve?”
- “Qui non ribaltiamo l’onere della prova su chi deve provare l’esistenza di queste scie chimiche”
- “Ma anche se le portassi delle foto lei non si convicerebbe visto che non vuole credere alle foto riportate su un libro”

Non sembra affatto che abbiano accolto la proposta con entusiasmo (chi ascolterà la registrazione audio potrà rendersene conto ancora meglio), eppure se fosse vera l’esistenza in passato delle scie chilometriche, una raccolta di un cospicuo numero di foto su pellicola sarebbe a loro vantaggio. Comunque, una simile reazione me l’aspettavo, il mio obiettivo non era tanto mettere il Cicap alle strette, ma aprire il dibattito tra le persone presenti e in seguito anche tra coloro che avranno modo di guardare il video che sarà pubblicato a breve. Durante il mio intervento ricordo molto bene il brusio che avevo alle spalle, lo conferma anche l’audio, i presenti hanno incominciato a interrogarsi a vicenda e sono sicuro che molti di loro, una volta rientrati a casa, avranno controllato le loro vecchie foto.

I dati musicali di vendita riportano nell’ultimo anno un aumento del 50% dei dischi in vinile, in netto contrasto con la tendenza in calo delle vendite dei CD musicali. Questo dimostra che il numero dei nostalgici dei vecchi dischi sia in costante aumento: nonostante la scomodità del supporto e i disturbi dovuti ai granelli di polvere sulla superfice del disco, si preferisce comunque accettare questi limiti pur di godere della pienezza e del gusto del suono che nessun moderno CD digitale potrà mai avere. La musica non può essere solo una sequenza inanimata di 0 e 1.
Allo stesso modo sarebbe veramente auspicabile un costante aumento del numero dei nostalgici della pellicola: gli amanti delle vecchie foto. Quelle foto che, anche se un po’ ingiallite, mostrano quei bellisimi paesaggi contornati da un cielo libero.

Un saluto e incoraggiamento.
VibraVito.

martedì 23 settembre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 1: Ti piace vincere facile?

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/09/cicap-novi-ligure-parte-1-ti-piace-vincere-facile/

Avevo già assistito ad un conferenza del Cicap sul tema scie chimiche il 24 maggio 2008 a Milano. Reduce da cinque mesi di osservazione sistematica del cielo, nutrivo forti dubbi sull’affermazione che si trattase di una mega bufala. Per cui, stimolato dalla curiosità di apprendere quali sarebbero state le argomentazioni fornite dal Cicap, mi recai al Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Nell’occasione mi limitai ad osservare ed ascoltare attentamente quanto esposto.

Indipendentemente dal contenuto delle argomentazioni, su cui mi soffermerò nei prossimi posts, nell’occasione fui particolarmente colpito dalla gestione delle domande rivolte dal pubblico presente in sala. In un contesto normale ci si aspetterebbe una domanda da parte di uno spettatore rivolta al conferenziere con a seguire la risposta singola e diretta dello stesso conferenziere. Questo infatti avvenina anche durante la conferenza del Cicap quando la domanda rientrava nei canoni del tutto previsto, cioè domande che già inglobano la risposta, (ad esempio: “Ma una complotto del genere dovrebbe coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo, come è possibile attuarlo ?”, risposta ovvia: “E’ impossibile”). Diversamente, nell’eventualità di domande più specifiche e chiarificatrici per capire la natura delle anomalie attualmente osservabili nel cielo, la situazione cambiava: ad una prima risposta del conferenziere seguivano a raffica una serie di interventi di altre persone presenti in sala con gli intenti di avallare la risposta già data dal conferenziere e far sparire ogni dubbio sulla stessa risposta. La strategia è quella di far trovare colui che ha rivolto la domanda scomoda in una situazione di isolamento, in maniera tale che abbia poche possibilità di avanzare i suoi dubbi sulla risposta ricevuta. A Milano queste persone che si adoperavano nell’attività di sostegno del conferenziere facevano parte degli stessi spettatori. Appare perciò strano che, persone intenzionate ad assistere ad una conferenza per conoscere un argomento, finiscano con l’essere loro stessi a dare delle risposte sullo stesso argomento.


In base a queste premesse, una volta appreso che venerdì 19 settembre si sarebbe svolta a Novi Ligure in provincia di Alessandria, una replica in formato più intimo dell’evento succitato, ho pensato di approfittare dell’atmosfera ristretta che permette un rapporto più diretto e immediato. L’intento era quello di poter rivolgere delle domande ed avanzare delle proposte in maniera più agevole e soprattutto avere la possibilità di poter registrare personalmente l’evento. Non essendo un esperto del campo meteorologico e aereonautico considero importante poter disporre della registrazione per valutare e approfondire a posteriori tutte le affermazioni fatte. Ringrazio quindi l’organizzatore dell’evento Claudio Casonato del Cicap Piemonte per avermi dato tale possibilità, anche se mi è un po’ dispiaciuto aver dovuto firmare un impegnativa con i miei dati personali che impediva di divulgare le mie riprese. Infatti, poichè la registrazione fatta dal Cicap sarà a breve disponibile online e quindi scaricabile e modificabile da chiunque, non mi sono ancora chiari i pericoli di strumentalizzazione e/o manipolazione del filmato in mio possesso. Se, invece, fossi stato l’unico soggetto a registrare allora avrebbe avuto senso una simile impegnativa.

La sera di venerdì 19 settembre le mie aspettative hanno avuto un riscontro positivo: arrivando con un discreto anticipo mi sono piazzato in prima fila con la videocamera, era a soli 2-3 metri di distanza da Simone Angioni (chimico dell’Università di Pavia, lo stesso conferenziere che c’era a Milano). Ho quindi avuto la possibilità di rivolgere tutte le domande che mi ero preparato e in alcune occasioni, vista la vicinanza, mi è capitato anche di interrompere Angioni per esporre alcuni miei dubbi su quanto veniva affermato o anche per delle semplici precisazioni. Di contro, ci sono state delle situazioni fotocopia come quelle raccontate a proposito del convegno a Milano, ma era nelle previsioni. Da questa mia esperienza, spero possano trarre spunti utili i lettori meno superficiali che vorranno anch’essi indagare partecipando ai convegni sul tema. Un altro consiglio che posso dare è quello di prepararsi le domande anticipatamente con a corredo una serie di dati a sostegno delle questioni avanzate.

Il contenuto del presente post non vuole essere una critica indiscriminata al modo di gestire le conferenze da parte del Cicap. Infatti, com’è facilmente intuibile, in un convegno nel quale buona parte degli spettatori è iscritta alla stesso comitato che lo organizza, si presenteranno spesso le situazioni da me descritte. Sarebbe quindi auspicabile un dosaggio degli spettatori alla pari, non so se vi ricordate la trasmissione “A bocca aperta” del compianto GianFranco Funari, nella quale vi era una perfetta separazione al 50% dei due schieramenti di opinioni opposte. Mi rendo conto che questi auspici sono difficilmente realizzabili, ben venga allora la possibilità di un confronto a distanza attraverso l’analisi dei filmati delle conferenze.
A proposito di confronti e di Novi Ligure, mi viene in mente l’unico contraddittorio finora tenutosi tra sostenitori scie chimiche, rappresentati da Rosario Marcianò, e negazionisti, rappresentati da Paolo Toselli. Questo dibattitto si è sempre tenuto in provincia di Alessandria, precisamente il Parco Naturale della Capanne di Marcarolo. Qui un resoconto di quanto avvenuto. Sull’esito è inutile aggiungere altro: le argomentazioni di Toselli parlano da sole e fanno capire il perchè a quattro mesi di distanza il Cicap si sia predisposto per correrre ai ripari. Ci sarà riuscito? Nei prossimi posts la risposta…

Non devi tremare … devi vibrare …
VibraVito.

P.S.: in questo post ho inserito un’immagine ricavata dalla mia registrazione per dare un’idea delle dimensioni della sala della Biblioteca Civica di Novi Ligure, spero che questa mia azione non vada contro l’impegnativa da me firmata e non causi recriminazioni da parte del Cicap. Penserete: eccesso di scrupolo? … Che dire! Non si sa mai … a un mio amico hanno cancellato un filmato sulle scie chimiche pubblicato su you-tube a causa della musica di sottofondo, l’aspetto curioso è che il video della stessa canzone è tranquillamente disponibile su altri canali you-tube.

Lettori fissi