mercoledì 8 ottobre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 4: Se rincari troppo la dose… rischi l’overdose!

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/10/cicap-novi-ligure-parte-4-se-rincari-troppo-la-dose-rischi-loverdose/

Da parte di molti negazionisti del fenomeno scie chimiche è stata pesantemente criticata la mia scelta di non abilitare i commenti su questo blog. Pensano che sia da vigliacchi scrivere il proprio pensiero e non mettersi in discussione confrontandosi con i pareri differenti degli eventuali commentatori. A parte le motivazioni di questa scelta già espresse nella presentazione del blog, ne approfitto anche per chiarire che il confronto non necessariamente deve manifestarsi in un botta e risposta di commenti alternati che spesso si rivelano ripetitivi e dispersivi. Ci sono altre modalità più eleganti e facilmente comprensibili da coloro che sono più a digiuno sull’argomento. Ad esempio nel mio ultimo post, tirando in ballo le affermazioni di alcuni esponenti del Cicap, ho anche inserito un paio di links, mediante i quali l’eventuale lettore aveva modo di valutare le opinioni delle persone chiamate in causa e anche di chi la pensa diversamente dal sottoscritto. Infatti, in uno di questi links, abbiamo modo di leggere le argomentazioni addotte da Simone Angioni del Cicap per difendersi dalle mie critiche. Con questà modalità si riesce ad operare un confronto a distanza più neutro, in quanto non prevale chi ha a disposizione più tempo per commentare e nel quale ognuno dei contendenti ha modo di scegliere su quali punti della questione soffermarsi, saranno poi i lettori a giudicare chi ha optato per i punti meno depistanti e più appropriati ai fini della discussione.

L’affaire del falso fuel dumping di Torino sarà approfondito in un post successivo, in questa sede riporterò e commenterò le risposte di Angioni in merito a quanto avvenuto alla conferenza di Novi Ligure.
Nonostante abbia constatato che Angioni continua a fare puntualizzazioni su una questione che non è stata sollevata dal sottoscritto, ma da una sua brillante uscita del 21 settembre 2008 sul blog di attivissimo, non mi soffermerò ulteriormente sulla svista del barometro poichè la ritengo poco appropriata e dispersiva. Chi ha un po’ di tempo libero, può ascoltarsi il file audio della discussione e valutare di persona se il mio era un errore oppure una scambio causato dalla fretta: barometro al posto di stazione barometrica. Certo, se fosse già disponibile il filmato video, molti più lettori sarebbero invogliati a perdere un po’ di tempo per approfondire, però, a 18 giorni dalla conferenza, dal Cicap ancora non si hanno notizie del video.

Soffermandosi, invece, sulle questioni più inerenti le scie chimiche riporto cosa scrive Angioni in merito al Jet Stream:
“… CASONATO: ‘Chiedo scusa, mai preso un aereo? …Ci sono degli sbalzi durante un viaggio aereo, a volte di più a volte di meno, ci sono i vuoti d’aria, ci sono le correnti. E le correnti, i Jet Stream, il famoso Jet Stream che permette di accorciare di molto il tempo di percorrenza, sono delle situazioni che possono essere molto localizzate in aeree molto ristrette’
VIBRAVITO: ‘Quindi? Poche centinaia di metri?’
ANGIONI: ‘Sicuramente poche centinaia di metri’
CASONATO: ‘Possono essere poche centinaia di metri in larghezza
Si sta parlando delle scie che si interrompono. L’inesattezza starebbe nel fatto che io e Casonato abbiamo sostenuto che il Jet Stream è largo poche centinaia di metri…Vibravito leggi, un minimo di comprensione del testo (sospiro sconsolato). Io ho detto che le condizioni in atmosfera possono cambiare repentinamente facendo l’esempio di un temporale, Casonato ha rincarato la dose facendo l’esempio del Jet Stream e delle correnti in quota. Da questo lui deduce che noi abbiamo affermato che il Jet Stream ha dimensioni di poche centinaia di metri … Le Correnti a Getto per quanto vaste hanno dei confini, quindi se un aereo incrocia una Corrente a Getto non necessariamente sarà nel centro e non necessariamente la percorrerà tutta. Potrebbe attraversarne un breve tratto per poi uscirne (in poche centinaia di metri), la stessa Corrente a Getto non è regolare e immutabile nel tempo e nello spazio. Quindi anche all’interno della stessa corrente ci possono essere condizioni diverse a distanza di poche centinaia di metri.”

Nonostante nel commento di risposta sia riportato anche il dialogo, Angioni sostiene che le mie deduzioni sono state errate. Eppure dal solo dialogo, considerando che Casonato specifica che si sta riferendo a una larghezza, che cosa si può dedurre? Le spiegazioni esaustive sul perchè hanno inglobato il Jet Stream nella discussione non sono state fornite a Novi Ligure. A posteriori, invece, nel suo commento giustificativo Angioni ha specificato che sia lui che Casonato si riferivano alle aree di confine del JetStream. Purtroppo, considerando che proprio il Cicap nega l’esistenza della telepatia, in quel di Novi Ligure, non mi era possibile capire telepaticamente che ci si riferiva alle larghezze delle aree di confine di un Jet Stream, anzichè alla larghezza di una Corrente a Getto nella sua interezza.
Inoltre, in un recente FAQ a cura del gruppo di studio sulle scie chimiche del Cicap, visionabile a questo link si legge:
“DOMANDA: Non è strano che certe scie inizino e terminino all’improvviso mentre altre volte formano degli sbuffi?
RISPOSTA: Non è strano come non lo è che certe nubi abbiano bordi abbastanza netti e certe altre siano simili a piccoli batuffoli. L’atmosfera non è un blocco di granito immutabile ma un sistema estremamente complesso in continuo mutamento. Nessuna meraviglia quindi che un aereo possa percorrere lunghi tratti che presentino condizioni favorevoli alla formazione di scie di condensazione per poi incontrare zone con condizioni atmosferiche differenti che portino all’interruzione della scia. D’altra parte non è raro vedere piovere in un punto e scorgere il sole un paio di chilometri più in là. Questi fenomeni dimostrano come l’atmosfera possa variare le proprie condizioni repentinamente; basti pensare che 2 chilometri sono meno di 10 secondi di volo per un aereo di linea.”

In forma scritta hanno opportunamente evitato di inglobare il Jet Stream per giustificare le scie interrotte. Quindi, come ha scritto lo stesso Angioni nel suo commento, con l’introduzione del Jet Stream si è rincarata la dose.

Analizziamo adesso un’altra fase della conferenza di Novi Ligure nella quale si è rincarata la dose. Riporto innanzitutto il dialogo relativo:
VIBRAVITO: “E’ vero che gli Stati Uniti e l’Italia hanno organizzato un Convegno Bilaterale sulla Ricerca Congiunta sui Cambiamenti Climatici a Roma, il 22-23 Gennaio 2002, in seguito all’impegno del Presidente Bush e del Primo Ministro Berlusconi di intraprendere ricerche sui cambiamenti climatici in collaborazione?”
ANGIONI: “Beh! Non escludo che ci sia un convegno sui cambiamenti climatici, credo che ce ne siano a decine in tutto il mondo”

VIBRAVITO:“Praticamente si tratta di un progetto di collaborazione suddiviso in 15 Workpackage. In merito al Workpackage 10, in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale sulle Ricerche) si parla di esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri”

ANGIONI: “Com’era il titolo?”
CASONATO: “Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri … che non c’entra con il cielo, c’entra con la terra, non è qualcosa di atmosferico comunque”
VIBRAVITO: “Quindi il cielo non fa parte”

CASONATO: “Allora la definizione di ecosistema terrestre di solito fa riferimento a: il bosco, il lago, la montagna, la collina…”
VIBRAVITO: “Non il cielo!…”
CASONATO: “Si! Poi si considera anche il cielo sopra … ma in un’ecosistema terrestre non si parla del…”
VIBRAVITO: “Quindi il cielo non c’entra… va bene… poi queste cose vanno approfondite… andrò a vedere la definizione di ecosistema terrestre…”

In questa occasione, a differenza della vicenda Jet Stream, ho immediatamente obiettato e ho anche affermato che avrei controllato l’esatta definizione di ecosistema terrestre. A pensarci bene, non è neanche necessario approfondire: chiunque può fare una brevissima ricerca per appurare che escudere il cielo da tutti quei fattori che possono interagire in un ecosistema terrestre è indubbiamente un’informazione errata. Si può avere un dubbio a riguardo della suddivisione degli ecosistemi in terrestri o acquatici. Ma, poichè non esiste un’ulteriore suddivisione in ecosistemi atmosferici e/o gassosi, è evidente un altro rincaro della dose da parte di Casonato nel tentativo di escludere il cielo e le annesse scie chimiche dall’ecosistema terrestre e dagli annessi esperimenti di cui si parla nel documento in riferimento alla mia domanda. Tentativo stroncato sul nascere e di cui, lo stesso Casonato se ne sarà probabilmete reso conto pochi istanti dopo.

A proposito del contenuto del documento inerente la mia domanda, che si può visionare per intero qui, Angioni ha così commentato nel suo blog:
“…Avevi portato un documento che parlava della modificazione degli ecosistemi terrestri. Ti chiesi di leggere i punti del Workpackage, ma tu purtroppo avevi portato solo l’indice del documento e non il testo integrale. Scelta curiosa (ne fai molte di scelte curiose) la tua visto che andando a vedere cosa dice il WP 10 da te citato si legge:
[qui Angioni riporta parte del contenuto del Workpackage 10, nell'immagine in basso l'intero contenuto]
Come avevo detto io si tratta di esperimenti per la simulazione di possibili scenari futuri. Per sapere come cambierà il mondo se la CO2 continua ad aumentare è necessario simulare empiricamente i possibili scenari. Esistono siti che riproducono vari ecosistemi terrestri nei quali vengono eseguite modifiche ambientali. Siti come questo:
http://www.unitus.it/dipartimenti/disafri/progetti/Popface/Site.htm

Tu non sapevi nemmeno come era fatto quel progetto di cui parlavi alla conferenza e infatti sei rimasto spiazzato quando ti ho chiesto quali erano gli obiettivi e i processi previsti dal WP. Se avessi saputo come si compilano questi progetti saresti andato a colpo sicuro esattamente come ho fatto io scoprendo che non aveva nulla a che fare con la teoria delle scie chimiche. Il mio suggerimento è quindi di essere un filino più umile, se non sai di cosa stai parlando evita di giungere a conclusioni affrettate e resta aperto alle spiegazioni di chi ne mastica un pò più di te su queste questioni…”

A quanto pare quest’abitudine a rincarare la dose, avviene anche in un contesto più ragionato come può essere quello della forma scritta. A parte il tono nel quale si suggerisce agli altri di essere più umili ma nel contempo si osteggia spavalderia e sicurezza, Angioni nel suo commento ha riportato la parte del documento in cui si descriveva il Work Package 10 che gli era più congeniale per sostenere che si tratta di esperimenti eseguiti in piccola scala in determinati siti, come dimostra anche il suo link dove si fa riferimento a un sito di pochi ettari. Inoltre, non ha neanche riportato un link dove poter visionare il documento nella sua interezza. Detto questo, sarebbe interessante sapere per quale motivo ha omesso di riportare il paragrafo finale intitolato “Elementi da fornire” nel quale si legge: “nuove tecnologie per conduzione di esperimenti di manipolazione su ecosistemi a larga scala”(sottolineato in rosso nell’immagine in alto).

I tre esempi illustrati precedentemente, mostrano una strana abitudine del Cicap: per avallare le proprie tesi i cicappiani si adoperano utilizzando diversi rincari della dose. Veramente curioso: non pensavo che la rigorosità del metodo scientifico, tanto propugnata dal Cicap, prevedesse simili accorgimenti di comodo. Io consiglierei una maggiore attenzione: se rincari troppo la dose… rischi l’overdose!!!

Un saluto e incoraggiamento.
VibraVito.

venerdì 3 ottobre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 3: Quale perla luccica di più?

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/10/cicap-novi-ligure-parte-3-quale-perla-luccica-di-piu/

Nell’estenuante attesa che venga pubblicata sul web il video della conferenza di Novi Ligure, in questo post inizierò a commentare alcune affermazioni dei cicappiani, in particolare quelle dal contesto comprensibile anche senza l’ausilio delle immagini video. Farò quindi riferimento ad alcuni files audio mp3 disponibili sul blog di attivissimo a questo link, nel quale si possono anche leggere i relativi commenti degli abituali frequentatori del suddetto blog.

All’inizio del file Domande1.mp3 si sente la voce di Simone Angioni che incomincia a rispondere a una domanda che gli è stata posta. Sfortunatamente la parte in cui dovrebbe sentirsi la domanda risulta troncata. La spiegazione all’inconveniente che mi è stata data è dubbia ma plausibile: “L’audio che c’è adesso on line è stato registrato su nastro: hai presente le vecchie audiocassette?. La loro durata è limitata e quindi si è dovuto cambiare cassetta varie volte durante la serata perdendo tempo. L’audio del video è per l’appunto l’audio del video che quindi è senza interruzioni.”. Sarà pure vero, ma risulta alquanto strano che non abbiano utilizzato la traccia audio estrapolata dal video che risultava essere senza buchi. Per chi volesse capirne di più a questo link tutta la web-diatriba.
A causa di suddetta mancanza, riporto il testo della mia domanda: “Che spiegazione da la scienza a quei filmati nei quali si vedono scie interroppersi e svanire nell’arco di poche centinaia di metri non in maniera graduata, ma repentinamente, per poi riprendere a comparire sempre in maniera repentina? Su you-tube ci sono diversi filmati a riguardo e anche a me è capitato di osservare scie interrotte”. Guardate attentamente il seguente video per capire il senso della domanda.

Di seguito riporto alcune fasi del dialogo successivo alla mia domanda:
ANGIONI: “Dal punto di vista scientifico possiamo dire che, le condizioni dell’atmosfera, lo sappiamo, cambiano repentinamente: una nuvola termina di botto, non termina lentamente. Quindi, lì ci sono le condizioni per la formazione di una nuvola, più in là no. Sarà capitato sicuramente a chiunque di voi di vedere un temporale e magari vedere uno-due kilometri più in là il sole… “
VIBRAVITO: “Quindi cambia l’umidità praticamente?”
ANGIONI: “Anche la temperatura, i venti…”
VIBRAVITO: “Ma cambia così repentinamente?…”
CASONATO: “Chiedo scusa, mai preso un aereo? …Ci sono degli sbalzi durante un viaggio aereo, a volte di più a volte di meno, ci sono i vuoti d’aria, ci sono le correnti. E le correnti, i Jet Stream, il famoso Jet Stream che permette di accorciare di molto il tempo di percorrenza, sono delle situazioni che possono essere molto localizzate in aeree molto ristrette”
VIBRAVITO: “Quindi? Poche centinaia di metri?”
ANGIONI: Sicuramente poche centinaia di metri
CASONATO: Possono essere poche centinaia di metri in larghezza

VIBRAVITO: “Però … volevo dire: anche sul suolo terrestre ci sono le diversi correnti, i differenti microclima in zone ristrette, ma io non vedo mai cambiamenti repentini come l’umidità che passa da un punto all’altro da un 40% a un 80%”
ANGIONI: “Ma lei come fa a vedere l’umidità che passa da un 80% a un 40%?”
VIBRAVITO: “… L’umidità si può misurare: ci sono i vari barometri, i vari strumenti di misurazione”
ANGIONI: “A terra … a 10000 metri un barometro … non posso pensare che le condizioni che ci sono a terra siano le stesse che ci sono a 10000 metri …”
VIBRAVITO: “Ma ci sono questi studi che dimostrano i repentini cambiamenti di temperatura umidità e pressione ad alta quota? Sono stati fatti questi studi?”
ANGIONI: “Certo … ce ne sono centinaia…”

CICAPPIANO X: “Anche il fatto che ci sia un’interruzione di una scia chimica, pensare di poter vedere da terra un’interruzione di poche centinaia di metri è impossibile, perchè io da terra se vedo una striscia che è disegnata a 10000 metri di altezza se fosse un’interruzione di cento metri non potrei vederla a occhio nudo…”
VIBRAVITO: “Probabilmente si tratta di una scia a minore altezza: a 3000 o 4000 metri se riesco a distinguerlo ad occhio nudo”
ANGIONI: “O forse sono kilometri di distanza … anche perchè non è facile provare che ci sia una scia a 4000 metri”

Per rendere più comprensibili le spiegazioni del Cicap, in basso un’immagine del filmato con le opportune descrizioni. Dall’immagine chiunque potrà appurare che la sezione relativa alla fase “off” della scia non può essere più lunga di 300 metri.

In merito ai repentini cambiamenti di umidità e temperatura in alta quota, Angioni ha affermato che ci sono centinaia di studi che lo dimostrano. Mi sono posto la seguente domanda: “In questi studi come hanno fatto a determinare queste variazioni improvvise, con quali strumenti?” Probabilmente con le radiosonde (qui una breve spiegazione delle radiosonde e la possibilità di visualizzare i valori aggiornati ogni 12 ore in base a determinate zone). Quindi ci si aspetterebbe che queste radiosonde siano degli strumenti di indubbia precisione visto che misurano cambiamenti ogni poche centinaia di metri. Appare perciò strano che, in altre occasioni, lo stesso Angioni abbia criticato aspramente l’affidabilità di queste sonde. Questo si è verificato quando alcuni sostenitori delle scie chimiche hanno riportato i valori registrati dalle radiosonde per dimostare che non sussistevano le condizioni di temperatura, umidità a nessuna altitudine in una determinata zona per il verificarsi di una normale scia di condensa.
In questa web-diatriba il 15 maggio 2008 alle ore 17.31 Angioni dichiarava:
“…Rispondo anche alle radiosonde, dovrebbe essere ormai chiaro che le radiosonde non hanno alcuna validità nella predizione delle scie questo per vari motivi: 1 - le sonde non sono affidabili nella misurazione di umidità e temperatura (spesso c’è un ritardo rispetto alla quota); 2 - Le sonde misurano le condizioni in un determinato punto, servono decine di lanci per avere idea delle condizioni presenti in una zona e comunque le variazioni sono estremamente veloci…”. Sarei proprio curioso di sapere: ma in queste centinaia di studi come hanno fatto a determinare questi bruschi cambiamenti di umidità e temperatura se le radiosonde non sono affidabili? Con quali strumenti? Perchè se ci sono questi strumenti così precisi, allora si disporrebbe anche dei mezzi per determinare se ci sono le condizioni o meno per il verificarsi di una normale scia di condensa. Se si tratta effettivamente di centinaia di studi, ci sarà di sicuro qualcosa, a meno che non stiamo parlando di fantomatici studi.

Sia Simone Angioni che Claudio Casonato del Cicap hanno affermato che un Jet Stream può avere un’ampiezza di poche centinaia di metri. Ma siamo sicuri? Dal sito www.meteorologia.it vediamo di capire cos’è questo Jet Stream, in italiano Corrente a Getto: “Si definisce Corrente a Getto una corrente stretta, forte e concentrata lungo un asse quasi orizzontale, situata nella troposfera superiore e nella stratosfera, caratterizzata da un forte gradiente verticale e laterale dell’intensità del vento che presenta uno o più massimi di velocità. In genere la lunghezza di una corrente a getto è di diverse migliaia di km, la sua larghezza di qualche centinaia di km e la sua altezza di qualche km… La corrente a getto può essere raffigurata come un fiume d’aria che scorre velocemente (da ovest verso est) nell’alta troposfera. Raggiunge uno sviluppo di 4000-5000 km con una grandezza dell’ordine del centinaio di km…”. Poichè hanno ribadito entrambi che si parlava di poche centinaia di metri, anzichè kilometri, non si può parlare in questo caso di una semplice svista, ma di un’inesattezza vera e propria.

Infine volevo far notare la faziosità degli aficionados del blog di attivissimo. Molti di loro si sono divertiti a evidenziare la mia svista dovuta alla fase concitata della discussione: ho osato dire barometro anzichè stazione barometrica! Ma quale gravissimo errore! Tutti a darmi dell’ignorantone e in tipico slang del disinformatore lo stesso Angioni il 21 settembre 2008 alle ore 19.24 si è premurato di sottolineare la mia perla: “Ascoltando un breve frammento di registrazione mi sono accorto che chi stava facendo le domande ha sostenuto di misurare l’umidità con un barometro…teoria interessante…peccato mi sia accorto solo adesso della perla”. Eppure, nel dialogo riportato prima, ho evidenziato in rosso che anche lo stesso Angioni, nell’incalzare della discussione, ha usato il termine barometro.
Stranamente su 167 commenti nessuno che abbia fatto notare che mancava la parte audio in cui veniva posta la domanda e soprattutto nessuno che si sia accorto della vera perla, e non svista, secondo cui la larghezza di un Jet Stream è di poche centinaia di metri, anzichè kilometri. Secondo voi, paragonando una svista di un non-scienziato con un errore pronunciato contemporaneamente da due persone che si dichiarano scienziati, quale perla luccica di più? Però, prima di provare a rispondere … aspettate i prossimi posts.

Non devi tremare … devi vibrare …
VibraVito.

lunedì 29 settembre 2008

Il racconto di Mister X

Dalla fatidica conferenza di Novi Ligure di venerdì 19 settembre sono passati 10 giorni. E nel frattempo, sempre confidando che la registrazione video sia pubblicata quanto prima, ne approfitto per fornire una risposta a quella che è una domanda slogan dei negazionisti: “Ma un complotto del genere dovrebbe coinvolgere milioni di persone nel mondo. Com’è possibile tutto ciò”.
Ebbene si, se provate a guardare diversi forums e blogs dove si è discusso e commentato del fenomeno scie chimiche, a un certo punto spunterà sempre il commento del negazionista di turno con la suddetta locuzione trita e ritrita. Anche alle conferenze del Cicap … mi fermo qui … avete già capito!

Per rispondere a questa non tanto annosa questione, mi avvarrò di un’utile testimonianza che in queste ultime settimane si è affacciata nel marasma delle infinite web-diatribe sul tema scie chimiche. Trattandosi di un individuo che preferisce mantenere l’anonimato (questo perchè nel suo racconto fa riferimento a un altro soggetto con una professione ben definita che ha parlato in maniera strettamente confidenziale e che sarebbe facilmente identificabile), farò riferimento a lui con l’appellativo di MISTER X. Ovviamente, ma a causa di alcuni lettori negazionisti a oltranza è sempre meglio specificare, suddetta testimonianza anonima non vuole costituire una prova definitiva, il suo utilizzo serve per ricavarne delle interessanti indicazioni.

Mister X afferma che è riuscito, per vie traverse, a mettersi in contatto con un ingegnere che lavora in ambiti militari poichè esperto di apparecchiature radar. Segue il dialogo intercorso tra i due:
MISTER X:“Scusi … ma io vedo sempre degli aerei in cielo che lasciano delle scie molto grandi e persistenti, lei mi sa dire cosa sono?”
INGEGNERE:“Si, quelle che vede sono esercitazioni NATO.”
MISTER X:“Come esercitazioni? Io vedo proprio delle scie che sembrano condensa, ma non vanno via per ore, e formano una nebbia in alta quota.”
INGEGNERE:“Ma ne vede tante di scie nel cielo?”
MISTER X:“Si moltissime … e praticamente tutti i giorni. Mi è stato detto che è condensa.”
INGEGNERE:“No, non è condensa. Quando vede molte scie in un area ristretta, vuol dire che è in corso un esercitazione di guerra NATO.”
MISTER X:“Ma come esercitazione? …ma tutti i giorni? perchè io le vedo tutti i giorni.”
INGEGNERE:“Si, sono esercitazioni militari”
MISTER X:“E in cosa si esercitano tutti i giorni?”
INGEGNERE:“Quelle sostanze che rilasciano nell’atmosfera influenzano i segnali radar, la NATO si esercita in scenari di guerra simulata.”
MISTER X:“Guerra simulata? E come funzionano queste esercitazioni? A cosa serve quella roba nel cielo?”
INGEGNERE:“In pratica vengono irrorate nel cielo sostanze che influiscono con i radar: possono servire per oscurare una certa zona dai segnali, o per potenziare i segnali radar. Devi capire che siamo sempre sotto la minaccia di un attacco nucleare. La NATO vuole essere sempre pronta a qualsiasi evenienza. Con questa tattica, in caso di attacco nucleare, possono rimanere in contatto con il quartier generale. Oppure possono oscurare una zona, rendere inoperativi i radar nemici. Ci sono varie possibilità.”
MISTER X:“Ma da me è così tutti i giorni, è possibile che tutti i giorni si esercitino in questo modo?”
INGEGNERE:“Beh!… quasi tutti i giorni. Vogliono essere sempre pronti poichè, in caso di attacco, essere impreparati vuol dire perdere. Immagina un attacco nucleare: tramite queste irrorazioni possono creare un corridoio intercontinentale per le telecomunicazioni. Per i militari le comunicazioni sono essenziali. Si esercitano così in mezzo mondo, nelle zone sensibili.”
MISTER X:“E perchè nessuno lo dice? A me i paracadutisti hanno detto che è condensa, e anche le forze dell’ordine. La gente pensa che sia condensa degli aerei. Perchè nessuno dice la verità?”
INGEGNERE:“Le esercitazioni di guerra sono poste sotto segreto militare. Con il segreto militare la NATO fa quello che vuole. In questi casi, possono scavalcare la legge italiana. E poi … se questa storia venisse fuori ci sarebbero forti proteste da parte delle associazioni ambientaliste.”
MISTER X:“Ma cos’è questa roba? Fa male?”
INGEGNERE:”E’ un pò complicato da spiegare … però non ti devi preoccupare. Sicuramente non fa bene, ma le auto e gli inceneritori sono peggio.”
MISTER X:“Ma è da tanto che vanno avanti così i militari?”
INGEGNERE:“Ormai è qualche anno. Però da settembre in poi dovrebbero diminuire,fino a scomparire del tutto. Questo perchè le apparecchiature radar di nuova generazione non hanno bisogno di queste sostanze nei cieli.”

Secondo voi, in base alle affermazioni dell’ingegnere, lo si può ritenere parte attiva del complotto? Sta tramando contro i suoi simili? Certo che no, semmai l’unica accusa che gli si può rivolgere è di estrema superficialità. Non tutte le persone hanno una coscienza particolarmente sviluppata o evoluta. Nella mente di questo ingegnere passano probabilmente pensieri simili a questi:
- “Beh! Certo non stiamo parlando di un toccasana, però con tutte le schifezze che già ci sono tra inceneritori, inquinamento, rifiuti tossici … una in più non penso che farà così tanto male. E poi … avranno sicuramente considerato tutti gli aspetti dannosi e calcolato con esatezza gli eventuali rischi.”
- “Se è un segreto militare NATO in grado di scavalcare la legge italiana, c’è ben poco da fare. A questi qui non li si può fermare in nessun modo. Tanto … se non lo faccio io, sicuramente lo faranno fare a qualcun altro. Perchè rinunciare al mio tornaconto personale se tutto ciò è inevitabile?”

L’esempio dell’ingegnere fa capire come, nella mente di tutti coloro che sono coinvolti direttamente o indirettamente, aleggino intenzioni non certo malvagie e cospirative e serve anche a comprendere il meccanismo della verità a strati. Col racconto di Mister X abbiamo appreso indicativamente la versione dei fatti parziale che viene raccontata a militari e forse anche meteorologi. Questa strato di verità è ovviamente incompleto: l’ingegnere del racconto sa forse nulla sulla composizione delle sostanze rilasciate dagli aerei? Forse sarà a conoscenza di un determinato tipo di composizione che riterrà non particolarmente dannosa, ma come fa ad avere la certezza che in ogni scia chimica vi siano esattamente le stesse sostanze, mica è in grado di verificarlo? Del resto neanche la maggiorparte dei piloti, militari, meteorologi, giornalisti è in grado di appurare con certezza cosa viene rilasciato dagli aerei. L’unica categoria che può saperne esattamente qualcosa è quella degli scienziati, in particolare quei chimici che lavorano nella produzione degli aerosol. Numericamente quest’ultimi quanti saranno? I milioni di persone ipotizzati dai negazionisti? Certamente no, probabilmente sono sufficenti pochi dottor stranamore, magari alcuni di loro anche ricattati.

Sarebbe veramente auspicabile che, coloro che pensano di saperne più degli altri, come l’ingegnere del racconto o quei negazionisti assoldati, incomincino seriamente a domandarsi sulla natura degli aerosol. Gli elementi per avere molti dubbi ci sono: ad esempio il recente morbo di morgellons, del quale si ha notiza non soltanto attraverso siti internet, ma anche attraverso i media ufficiali (vedi immagine ingrandita presa dal sito del Corriere a questo link) dovrebbe far riflettere. Purtroppo ci sarà sempre chi, in mancanza di prove scientifiche, persevererà all’infinito nel negare la correlazione tra il suddetto morbo e le scie chimiche. Questa perseveranza non è però indotta da una mancanza di prove, ma da una presa di posizione irrinunciabile. E’ un po’ come un cocainomane, e tra i nostri governanti ce ne sono diversi (ricorderete tutti l’inchiesta de “Le Iene”), che ben consapevole del lento degrado cerebrale a cui va incontro, preferisce godersi l’estasi del presente e non curarsi delle conseguenze future.

Buone vibrazioni a tutti.
VibraVito.

giovedì 25 settembre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 2: I nostalgici della pellicola.

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/09/cicap-novi-ligure-parte-2-i-nostalgici-della-pellicola/

Da venerdì 19 settembre sono passati sei giorni, mi aspettavo di trovare già in rete il video della conferenza, evidentemente al Cicap Piemonte hanno avuto un po’ di difficoltà tecniche. La sola registrazione audio postata nel blog di Paolo Attivissimo non permette di capire esattamente il contesto in cui venivano fatte determinate affermazioni poichè spesso si trattava di commenti a immagini che venivano proiettate e mostrate al pubblico. Nell’attesa ne approfitto per spiegare il perchè di una mia proposta rivolta al Cicap durante alcuni miei interventi che si possono ascoltare qui e qui.

Innanzitutto riporto il contenuto della succitata proposta:
“Secondo i sostenitori delle scie chimiche, tale fenomeno ha assunto una diffusione capillare e sistematica in tutto il nostro paese soltanto negli ultimi anni, in particolare dal 2002-2003. Dal fronte opposto i negazionisti del fenomeno affermano che il numero crescente di scie sia dovuto semplicemente all’aumento del traffico aereo civile dovuto all’introduzione dei voli low-cost.
Sul sito www.assaeroporti.it sono disponibili i dati dei voli dal 2000 ad oggi. Risulta che nel 2000 i voli totali sono stati 1.395.320 e nel 2007 sono stati 1.723.086. In percentuale l’incremento risultante è del 23,49%. Arrotondando per semplicità di calcolo a 25% possiamo affermare indicativamente che, se nel vecchio millenio avevamo una numero di scie pari a 100, al giorno d’oggi dovremmo aspettarci un numero di scie pari a 125, con un rapporto risultante di 4 a 5. Per cui, se oggi abbiamo una situazione con 5 scie di aereo contemporaneamente in cielo come in questa immagine, nel vecchio millennio potrei aspettarmi 4 scie di aereo in contemporanea.
Poichè il Cicap afferma che queste scie lunghe decine di kilometri sono sempre esistite, potrebbe, a sostegno delle sue tesi, organizzare una raccolta di foto scattate nel vecchio millenio. Se si considera che in passato esistevano soltanto le foto su pellicola, difficilmete manipolabili, non si insinuerebbero dubbi sull’autenticità del materiale trovato. Il Cicap dispone di un discreto numero di iscritti e di un’ottima visibilità mediatica anche in televisione e potrebbe invitare le persone a guardare nei loro albums di famiglia, inoltre si potrebbero facilmente coinvolgere nelle ricerche aeroclub e fotografi.”

2000

2007

E’ interessante a questo punto riportare anche quelle che sono state le reazioni dei “cicappiani” a Novi Ligure:
- “E’ veramente necessaria questa cosa?”
- “Ma a cosa serve?”
- “Qui non ribaltiamo l’onere della prova su chi deve provare l’esistenza di queste scie chimiche”
- “Ma anche se le portassi delle foto lei non si convicerebbe visto che non vuole credere alle foto riportate su un libro”

Non sembra affatto che abbiano accolto la proposta con entusiasmo (chi ascolterà la registrazione audio potrà rendersene conto ancora meglio), eppure se fosse vera l’esistenza in passato delle scie chilometriche, una raccolta di un cospicuo numero di foto su pellicola sarebbe a loro vantaggio. Comunque, una simile reazione me l’aspettavo, il mio obiettivo non era tanto mettere il Cicap alle strette, ma aprire il dibattito tra le persone presenti e in seguito anche tra coloro che avranno modo di guardare il video che sarà pubblicato a breve. Durante il mio intervento ricordo molto bene il brusio che avevo alle spalle, lo conferma anche l’audio, i presenti hanno incominciato a interrogarsi a vicenda e sono sicuro che molti di loro, una volta rientrati a casa, avranno controllato le loro vecchie foto.

I dati musicali di vendita riportano nell’ultimo anno un aumento del 50% dei dischi in vinile, in netto contrasto con la tendenza in calo delle vendite dei CD musicali. Questo dimostra che il numero dei nostalgici dei vecchi dischi sia in costante aumento: nonostante la scomodità del supporto e i disturbi dovuti ai granelli di polvere sulla superfice del disco, si preferisce comunque accettare questi limiti pur di godere della pienezza e del gusto del suono che nessun moderno CD digitale potrà mai avere. La musica non può essere solo una sequenza inanimata di 0 e 1.
Allo stesso modo sarebbe veramente auspicabile un costante aumento del numero dei nostalgici della pellicola: gli amanti delle vecchie foto. Quelle foto che, anche se un po’ ingiallite, mostrano quei bellisimi paesaggi contornati da un cielo libero.

Un saluto e incoraggiamento.
VibraVito.

martedì 23 settembre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 1: Ti piace vincere facile?

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/09/cicap-novi-ligure-parte-1-ti-piace-vincere-facile/

Avevo già assistito ad un conferenza del Cicap sul tema scie chimiche il 24 maggio 2008 a Milano. Reduce da cinque mesi di osservazione sistematica del cielo, nutrivo forti dubbi sull’affermazione che si trattase di una mega bufala. Per cui, stimolato dalla curiosità di apprendere quali sarebbero state le argomentazioni fornite dal Cicap, mi recai al Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Nell’occasione mi limitai ad osservare ed ascoltare attentamente quanto esposto.

Indipendentemente dal contenuto delle argomentazioni, su cui mi soffermerò nei prossimi posts, nell’occasione fui particolarmente colpito dalla gestione delle domande rivolte dal pubblico presente in sala. In un contesto normale ci si aspetterebbe una domanda da parte di uno spettatore rivolta al conferenziere con a seguire la risposta singola e diretta dello stesso conferenziere. Questo infatti avvenina anche durante la conferenza del Cicap quando la domanda rientrava nei canoni del tutto previsto, cioè domande che già inglobano la risposta, (ad esempio: “Ma una complotto del genere dovrebbe coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo, come è possibile attuarlo ?”, risposta ovvia: “E’ impossibile”). Diversamente, nell’eventualità di domande più specifiche e chiarificatrici per capire la natura delle anomalie attualmente osservabili nel cielo, la situazione cambiava: ad una prima risposta del conferenziere seguivano a raffica una serie di interventi di altre persone presenti in sala con gli intenti di avallare la risposta già data dal conferenziere e far sparire ogni dubbio sulla stessa risposta. La strategia è quella di far trovare colui che ha rivolto la domanda scomoda in una situazione di isolamento, in maniera tale che abbia poche possibilità di avanzare i suoi dubbi sulla risposta ricevuta. A Milano queste persone che si adoperavano nell’attività di sostegno del conferenziere facevano parte degli stessi spettatori. Appare perciò strano che, persone intenzionate ad assistere ad una conferenza per conoscere un argomento, finiscano con l’essere loro stessi a dare delle risposte sullo stesso argomento.


In base a queste premesse, una volta appreso che venerdì 19 settembre si sarebbe svolta a Novi Ligure in provincia di Alessandria, una replica in formato più intimo dell’evento succitato, ho pensato di approfittare dell’atmosfera ristretta che permette un rapporto più diretto e immediato. L’intento era quello di poter rivolgere delle domande ed avanzare delle proposte in maniera più agevole e soprattutto avere la possibilità di poter registrare personalmente l’evento. Non essendo un esperto del campo meteorologico e aereonautico considero importante poter disporre della registrazione per valutare e approfondire a posteriori tutte le affermazioni fatte. Ringrazio quindi l’organizzatore dell’evento Claudio Casonato del Cicap Piemonte per avermi dato tale possibilità, anche se mi è un po’ dispiaciuto aver dovuto firmare un impegnativa con i miei dati personali che impediva di divulgare le mie riprese. Infatti, poichè la registrazione fatta dal Cicap sarà a breve disponibile online e quindi scaricabile e modificabile da chiunque, non mi sono ancora chiari i pericoli di strumentalizzazione e/o manipolazione del filmato in mio possesso. Se, invece, fossi stato l’unico soggetto a registrare allora avrebbe avuto senso una simile impegnativa.

La sera di venerdì 19 settembre le mie aspettative hanno avuto un riscontro positivo: arrivando con un discreto anticipo mi sono piazzato in prima fila con la videocamera, era a soli 2-3 metri di distanza da Simone Angioni (chimico dell’Università di Pavia, lo stesso conferenziere che c’era a Milano). Ho quindi avuto la possibilità di rivolgere tutte le domande che mi ero preparato e in alcune occasioni, vista la vicinanza, mi è capitato anche di interrompere Angioni per esporre alcuni miei dubbi su quanto veniva affermato o anche per delle semplici precisazioni. Di contro, ci sono state delle situazioni fotocopia come quelle raccontate a proposito del convegno a Milano, ma era nelle previsioni. Da questa mia esperienza, spero possano trarre spunti utili i lettori meno superficiali che vorranno anch’essi indagare partecipando ai convegni sul tema. Un altro consiglio che posso dare è quello di prepararsi le domande anticipatamente con a corredo una serie di dati a sostegno delle questioni avanzate.

Il contenuto del presente post non vuole essere una critica indiscriminata al modo di gestire le conferenze da parte del Cicap. Infatti, com’è facilmente intuibile, in un convegno nel quale buona parte degli spettatori è iscritta alla stesso comitato che lo organizza, si presenteranno spesso le situazioni da me descritte. Sarebbe quindi auspicabile un dosaggio degli spettatori alla pari, non so se vi ricordate la trasmissione “A bocca aperta” del compianto GianFranco Funari, nella quale vi era una perfetta separazione al 50% dei due schieramenti di opinioni opposte. Mi rendo conto che questi auspici sono difficilmente realizzabili, ben venga allora la possibilità di un confronto a distanza attraverso l’analisi dei filmati delle conferenze.
A proposito di confronti e di Novi Ligure, mi viene in mente l’unico contraddittorio finora tenutosi tra sostenitori scie chimiche, rappresentati da Rosario Marcianò, e negazionisti, rappresentati da Paolo Toselli. Questo dibattitto si è sempre tenuto in provincia di Alessandria, precisamente il Parco Naturale della Capanne di Marcarolo. Qui un resoconto di quanto avvenuto. Sull’esito è inutile aggiungere altro: le argomentazioni di Toselli parlano da sole e fanno capire il perchè a quattro mesi di distanza il Cicap si sia predisposto per correrre ai ripari. Ci sarà riuscito? Nei prossimi posts la risposta…

Non devi tremare … devi vibrare …
VibraVito.

P.S.: in questo post ho inserito un’immagine ricavata dalla mia registrazione per dare un’idea delle dimensioni della sala della Biblioteca Civica di Novi Ligure, spero che questa mia azione non vada contro l’impegnativa da me firmata e non causi recriminazioni da parte del Cicap. Penserete: eccesso di scrupolo? … Che dire! Non si sa mai … a un mio amico hanno cancellato un filmato sulle scie chimiche pubblicato su you-tube a causa della musica di sottofondo, l’aspetto curioso è che il video della stessa canzone è tranquillamente disponibile su altri canali you-tube.

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