Quale? No, nun ne ho parlato prima pè stà sicuri, ma nun ve preoccupate, niente è perduto... però ve dico che "Michele eSSSe" ha gettato 'n indizio qua:
Ovvero... voi vedè che er commannante moh va a cancellà quarcosa dar blog suo, cioè er tankerenemy?
Anfatti... Fino a ieri ce stava tra li link amici de tankerenemy nientepopò de meno che Er dipartimento de matematica e informatica dell'Università de Perugia... mentre se annate a vedere moh, nun ce stà più... eheh... 'Aò, l'ha cancellato! E 'ndovina pecché? Pecché quelli del dipartimento de informatica e matematica de Perugia nun c'hanno nniente a che vedé co' quei fraciconi de tankerenemy, che avevano messo er link giusto pè fasse vedé che ssò fighi! Ma quelli del dipartimento l'ho avvisati io e me sa che nun se la sò presa tanto bbene cor commandante...
Nun ce credete? E allora annate a guardà quà: c'ho messo pure er siggillo!
Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2009/01/le-indagini-sul-libro-contraffatto/
Nel presente post dettaglierò quelle che sono state le mie ricerche in merito al libro Clouds of the World palesemente contraffatto come si vede chiaramente in un video presente nel precedente articolo del 1 gennaio. Come molti intuiranno tutto ebbe inizio il 19 settembre 2008 quando vidi Simone Angioni del C.I.CA.P. mostrare con orgoglio questa enciclopedia sulle nuvole con un intero capitolo dedicato alle scie di condensa, molte delle quali di tipo persitente. In primo luogo approfittai immediatamente del dopo conferenza per immortalare le parti del libro di mio interesse. In particolare fotografai la copertina, la pagina con le note di stampa e i codici ISBN, l’indice e tutte le pagine del capitolo deniminato “Condensation Trails”. Nel fare queste foto non ebbi modo di regolare adeguatamente con calma la mia fotocamera per disattivare il flash poichè Angioni aveva una certa fretta di rientrare. Difatti, le foto risultanti non furono il massimo come resa poichè inficiate dalla luce del flash riflesso dal tipo di carta lucida che caratterizza il testo.
Successivamente sul blog di Simone Angioni, accennando al fatto se ci sarebbero state altre occasioni per visionare il libro, la sua risposta fu: …Vuoi leggere cosa c’è scritto nel libro del 1972? Compratelo… (commento del 2 ottobre 2008 alle 3:02). A 3 mesi di distanza mi sento di ringraziarlo per questo sua indisponibilità che mi ha permesso di fare molte scoperte interessanti. Già le prime indagini su internet incominciavano a farmi venire i primi vermicelli in testa. Iniziai con il recuperare le prime info utilizzando i tre codici ISBN estrapolati dalle mie foto: 1) ISBN 0-8117-1961-8 relativo al titolo edito dalla Stackpole Books (presunta versione originale americana); 2) ISBN 0-7153-5485-X relativo al titolo edito dalla David & Charles. (versione britannica); 3) ISBN 0-85091-116-8 relativo al titolo edito dalla Lothian Publishing Co. (versione australiana);
Proseguii la ricerca focalizzandomi sugli editori ma non trovai nessuna info utile: l’editore australiano non esiste più; il modulo di ricerca del sito dell’editore americano non restituisce nulla immettendo come chiavi di ricerca uno qualsiasi dei dati del libro; stesso comportamento da parte del modulo di ricerca dell’editore inglese, nonostante quest’ultimo sia in grado di ricercare anche testi antecedenti al 1972, come dimostra questo link. Non rimaneva altra strada che tentare di procurarsi una copia usata. Utilizzando sempre i codici ISBN nelle ricerche, a ottobre sul sito Amazon riscontrai:
Clouds of the World: A Complete Color Encyclopedia (The Island series)
Clouds of the World: A Complete Colour Encyclopedia
Clouds of the world: A complete colour encyclopedia
Pagine
236
176
176
Data
Novembre 1972
Agosto 1972
1972
Copie
17
0
0
Della versione britannica e australiana nessuna copia era disponibile (nel momento in cui scrivo invece ne risulta acquistabile una britannica), mentre della versione americana c’era l’imbarazzo della scelta: ben 17 copie con prezzi molto distanti (dai 6 ai 70 dollari). Ma, ad attirare la mia attenzione furono le incongruenze dei dati tra la versione americana apparentemente originale con le altre due: - titolo differente, non riuscivo a spiegarmi l’aggiunta di (The Island series), cosa c’entrano le isole (islands) con le nuvole (clouds)? - numero di pagine differente; - data di pubblicazione della presunta versione originale americana stranamente successiva a quella della versione britannica, al limite mi sarei aspettato il contrario.
Nonostante queste incertezze, agli inizi di ottobre procedo ugualmente con l’ordine optando per la copia dal prezzo più basso. Dopo un paio di settimane, quando mi arrivò la spedizione, notai subito dalle dimensioni troppo piccole del pacco che non poteva trattarsi di Clouds of the World. All’inizio pensai subito ad un errore, invece, dopo l’apertura dell’imballo, verificai che il codice ISBN del libro pervenutomi intitolato The Falkland Islands era identico a quello dell’apparente versione americana di Clouds of the World. Ricordiamo che il codice ISBN, International Standard Book Number, secondo le norme è un codice usato per identificare a livello internazionale in modo univoco e duraturo un titolo o un’edizione di un titolo di un determinato editore. Perciò è impossibile avere due libri differenti con lo stesso codice ISBN. In base a questa scoperta riuscii anche a spiegarmi le incongruenze descritte prima: il testo The Falkland Islands appartiene a una vecchia collana di libri dedicati alle isole (da qui l’aggiunta The Island series) e il numero di pagine corrisponde alle 236 come appare su Amazon. Per cui, se si considera che gli utenti Amazon hanno la possibilità su ogni titolo catalogato di proporre correzioni e aggiornamenti sulle voci descrittive, si spiega questa “miscela di dati” presi in parte da Clouds of the World e in parte da The Falkland Islands.
Già quanto scoperto fino a quel punto era sufficiente per dimostrare l’origine dubbia del libro dei disinformatori. Ma avevo la sensazione che, indagando ulteriormente, sarebbero venute a galla altre magagne. Mi rimisi alla caccia del fatidico volume. Questa volta, facendo attenzione a non ritrovarmi un’altra copia di The Falkland Islands, mi orientai su una fascia di prezzo più alta e su un sito specializzato nella ricerca di libri usati e rari: biblio. All’interno di quest’ultimo riuscii ad individuare un annuncio che, anche se non mi dava la certezza assoluta, sembrava fare al caso mio poichè descriveva un libro di grande formato pieno di illustrazioni. Decisi quindi di inoltrare l’ordine e il 14 novembre 2008 arrivò la spedizione. In questa occasione, già osservando le corrette dimensioni del pacco ero quasi sicuro di disporre finalmente del fatidico testo. Ipotizzando la possibilità che anche la copia che mi apprestavo a visionare potesse essere stata oggetto di particolari attenzioni da parte dei falsari, decisi di immortalare la sequenza in cui aprivo l’imballo di spedizione. Questa intuizione si rivelò particolarmente azzeccata: nel video in basso si vedono chiaramente le macchie colorate sul bordo inferiore del volume, i brandelli e le sezioni incollate con il nastro adesivo. Nessuno può accusarmi di essere stato io l’autore degli evidenti segni di manipolazione. La versione originale del filmato (non compressa da YouTube) è disponibile anche a questo link per chiunque voglia fare verifiche. Purtroppo sono ben 187MB per un minuto e 44 secondi poichè la mia fotocamera (Canon PowerShot A700) non effettua compressione video.
La mia perseveranza è stata indubbiamente premiata da quello che viene denominato fattore C. Ho avuto la fortuna di recuperare una copia maldestramente contraffatta: non è servita nessuna indagine accurata per comprovare la manipolazione del libro. Le pagine false incollate dapprima in una posizione sbagliata e poi strappate e reincollate nella posizione corretta, dimostrano senza alcun dubbio che Clouds of the World, e in particolare le pagine relative al capitolo “Condensation Trails” sono delle aggiunte create dai falsari per farci credere che anche nel 1972 fossero comuni le scie di tipo persistente. Alcuni piccoli dubbi possono riguardare il presappochismo con il quale hanno falsificato la mia copia. Ma anche qui ci sono le logiche risposte. Ho avuto la fortuna di ricevere una delle probabili copie, se non l’unica, maldestramente contraffatta. Invece le altre copie, come quella di Angioni, si presentano in un ottimo stato. Inoltre, poichè i falsari hanno contraffatto tutti gli esemplari disponibili del titolo non si sono fatti particolari problemi a reintrodurre in circolazione una copia falsificata male, magari questa immissione può essere stata fatta anche inavvertitamente. Ma, a questo punto, qualcuno potrebbe esporre le conseguenti domande: Come hanno fatto a rastrellare tutte le copie del libro? Finchè si tratta delle copie all’interno di librerie e biblioteche non è un’operazione difficile, ma tutte quelle copie eventualmente in mano a privati? Non corrono il rischio che spunti fuori qualche copia di un privato non contraffatta?. Anche a questi logici interrogativi c’è la risposta. Proviamo ad ipotizzare le modalità con le quali presumibilmente si sono mossi i falsari.
In base a quanto scoperto, l’idea che mi sono fatto è questa: coloro che si sono adoperati nell’opera di falsificazione hanno pensato bene di rastrellare tutti i volumi che riuscivano a recuperare del libro Clouds of the World. Durante la contraffazione non hanno modificato soltanto i contenuti del capitolo “Condensation trails”, ma anche la pagina contenente i codici ISBN. Le prime versioni falsificate contenevano soltanto un codice ISBN relativo alla presunta versione americana originale della Stackpole Books, come si può vedere nella copia in mio possesso. A un certo punto si saranno accorti dell’errore nell’aver assegnato un codice ISBN non idoneo poichè, come abbiamo visto, è uguale a quello del libro The Falkland Islands. Per rimediare nelle nuove versioni falsificate hanno aggiunto anche il codice ISBN britannico e australiano, vedasi la copia di Angioni simile a quella di questo video. Ad avallare questa ipotesi possiamo notare che i due libri presentano un identico editore sia per la versione americana (Stackpole Books) che per quella britannica (David & Charles). Inoltre è interessante notare la piccola differenza nei due codici ISBN della versione britannica: a parte l’ultimo carattere che è un codice di controllo che varia al variare delle altre cifre del codice, l’unica differenza è un 4 al posto di un 5 relativo alla quart’ultima cifra. La “quasi uguaglianza” tra i due codici britannici sembra come voler giustificare l’uguaglianza vera e propria tra i due codici americani e dare l’idea di un errore plausibile.
Clouds of the World
The Falkland Islands
Editore americano Codice ISBN americano
Stackpole Books 0-8117-1961-8
Stackpole Books 0-8117-1961-8
Editore britannico Codice ISBN britannico
David & Charles 0-7153-5485-X
David & Charles 0-7153-5585-6
Editore australiano Codice ISBN australiano
Lothian Publishing 0-85091-116-8
In queste attività manipolatorie non è da escludere la complicità dell’editore Stackpole Books che sembra essere molto vicino agli ambienti militari, lo dimostra il nutrito numero di titoli del suo catalogo dedicati a tematiche di guerra. E molto probabilmente anche l’autore Richard Scorer, adesso novantenne, ha qualche implicazione nella faccenda, infatti un altro libro del 1963 presentato dai disinformatori porta la sua firma (anche per quest’ultimo sono state evidenziate prove di contraffazione come descritto in questo articolo). Queste particolari collaborazioni giustificano solo in piccola parte la strana spregiudicatezza dei falsari che li ha portati a commettere alcuni piccoli errori. Infatti, poichè i codici ISBN del libro “Clouds of the World” del 1972 non sono reali, significa che, per trovare oggi una versione di tale volume non manipolata non sarà affatto utile ricercarla con questi codici. Esistono quindi delle copie originali e non contraffatte del libro che sicuramente non presentano i tre codici ISBN visti fino adesso. Questa impossibilità nel ritrovare versioni originali da poter confrontare per dimostrare l’opera di falsificazione fa comprendere il presappochismo dell’operato dei falsari.
A questo punto è importante cercare di individuare la corretta collocazione del libro con i corretti codici ISBN. Molto probabilmente Clouds of the World è un testo del gennaio 1984 corrispondente a quanto si legge su questa scheda di Amazon. Stesso titolo e stesso autore e ovviamente nessuna copia acquistabile, neanche usata. Semmai se ne dovesse rendere disponibile una in futuro, sarà immediatamente acquistata dai falsari per essere manipolata e poi reinserita in circolazione. A conferma di queste mie supposizioni è utile vedere i risultati di ricerca attraverso il sito isbndb. Quest’ultimo, a differenza di altri siti come Amazon e BookFinder, non si occupa di vendita, ma è un progetto di catalogazione che offre un’importante informazione aggiuntiva ai nosri scopi. Nelle schede di ricerca di questo sito, in fondo alle pagine si trova un elenco, contrassegnato dalla dicitura Libraries this book has an entry in, nel quale si trovano tutte le segnalazioni delle librerie, in particolare biblioteche universitarie, che hanno introdotto nel proprio archivio una copia del testo relativo alla scheda.
Mentre scrivo questo articolo ho provveduto a salvare mediante il servizio gratuito freezepage, lo stato attuale delle pagine web relative alle quattro schede del libro “Clouds of the World”, le prime tre riguardano le versioni del 1972 e l’ultima la versione del 1984.
ISBN 0-8117-1961-8 Clouds of the World del 1972 versione americana Link isbndb - Link freezepage salvato il 12 gennaio 2009 ISBN 0-7153-5485-X Clouds of the World del 1972 versione britannica Link isbndb - Link freezepage salvato il 12 gennaio 2009 ISBN 0-85091-116-8 Clouds of the World del 1972 versione australiana Link isbndb - Link freezepage salvato il 12 gennaio 2009
ISBN 0-7153-8442-2 Clouds of the World del 1984 Link isbndb - Link freezepage salvato il 12 gennaio 2009
Si può notare che, in tutte le tre versioni del 1972, diverse librerie hanno segnalato l’acquisizione del titolo nel loro archivio. Invece, della versione del 1984 non si ha nessuna segnalazione. Molto strano se si considera che un libro più recente dovrebbe essere anche più facilmente reperibile, ma nel nostro caso neanche una segnalazione. Evidentemente tutti i nuovi inserimenti relativi alle versioni del 1972 non sono altro che versioni contraffatte dell’originale del 1984.
Buone vibrazioni a tutti. VibraVito.
P.S.: ho affidato la mia copia del libro a disposizione del comitato TankerEnemy.
'A Rosà! Comme vedi dar sondaggio su 'sta paggina, te stamo gentilmente a 'nvità a denunciacce, tanto che dici che semo mentitori e disinformatori.
Quinni, te stamo a dì, và, và da li carabbinieri, pe' favore, volemo 'na prova scritta che c'hai li cojoni de sostenè 'e tue stronzate nanzi a quarche autorità che possa punì pè llegge li disinformatori veri.
Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2009/01/risposta-ad-acarsterminator/
Purtroppo mi vedo costretto a perdere del tempo prezioso con un personaggio che persevera nella menzogna e nella falsificazine dei fatti. Se ritenete le beghe personali poco proficue per il conseguimento del fine principale indirizzato ad indagare e approfondire in tutti i suoi aspetti la questione scie chimiche, allora il mio consiglio è quello di non proseguire la lettura del post odierno. Altrimenti, prima di continuare, per comprendere a chi farò riferimento in questo articolo, è necessario visionare: 1) un mio precedente post del 28 dicembre e soprattutto il video in esso contenuto: 2) la risposta del diretto interessato ripreso nel video che per l’occasione si è perfino aperto un blog, evidentemente sente il fiato sul collo dopo essere stato sgamato: http://acarsterminator.blogspot.com/2009/01/risposta-al-vibrante-testimone-di.html
Nelle seguenti righe scriverò come se stessi rivolgendomi direttamente ad AcarSterminator.
CONFERENZA DI VERONA
Nella tua risposta hai scritto soltanto manfrine e piagnistei coinvolgendo persone che non c’entrano niente e soprattutto senza provare nulla. La differenza fondamentale è che Federico Pistono si è presentato di persona ed è anche intervenuto attivamente, invece tu eri inerte e passivo con intenzioni alquanto losche. Hai affermato che lo avremmo messo a tacere in più occasioni, come al solito spargi zizzannia senza neanche sapere che alla cena del dopo-conferenza eravamo seduti allo stesso tavolo io, Straker e Pistono, abbiamo continuato a discutere animatamente poichè di opinioni differenti e Pistono ha potuto esprimere liberamente il suo pensiero, per non dire che è stato il mattatore della conversazione durante la cena. Se durante il dibattito è stato interrotto dalle persone presenti in sala, questo si è verificato perchè continuava a fare domande sul riscaldamente globale che era fuori tema.
Nell’allungare il brodo con le tue valutazioni personali ti sei pure contraddetto. Hai scritto: “Ma ti pare che mi vada a sedere a un paio di metri da te, e mi faccia vedere a maneggiare col registratorino? … Magari bastava farlo notare a uno degli organizzatori, il quale, se riteneva non si potesse registrare di nascosto, glielo avrebbe fatto notare ed eventualmente, per tutelarsi come dici tu, avrebbe chiesto il nome … Inoltre non c’era nessun avviso e nessuno ha detto nulla a proposito di divieti o permessi di registrazione e divulgazione…” Proprio perchè non c’erano divieti di registrazione (l’unico divieto era relativo alle sole riprese video fatte a Sandro Pascucci mentre parlava del Signoraggio) nel momento che ti ho visto col registratorino non potevo certo segnalarlo agli organizzatori, per cui, come ho anche scritto nel video, per tutelarsi a futura memoria ho invitato la mia amica a riprenderti alle spalle. Stai pure tranquillo che non ha perso tutto il suo tempo a inquadrarti (anche perchè non sei certo un adone) poichè erano sufficenti un paio di riprese significative ai nostri scopi.
Tieni presente che ho deciso di pubblicare il video con la tua particolare faccia sospetta non perchè hai pubblicato la registrazione senza nessuna autorizzazione. Il problema risiede tutto in quello che hai scritto nella tua pessima recensione prendendo in giro e mancando di rispetto nei confronti delle persone che erano presenti in sala. Come si dice in questi casi: “CHI LA FA… L’ASPETTI!”. Purtroppo questa volta ti è andata male poichè non immaginavi minimamente che qualcuno ti aveva immortalato per benino. Ricordati che tutto è nato a causa del TUO comportamento.
A proposito dei tentativi ridicoli per discolparti non posso far altro che constatare quanto sei patetico. Stai coinvolgendo un presunto testimone virtuale per dimostrare che la persona ripresa non sei tu. Ma credi veramente che un nickname internet possa avere una credibilità? Per non parlare di quel file audio di 7 secondi nel quale, a parte la pessima qualità che dimostra la lontananza della voce, non c’è nessun dialogo tra due persone. Potresti tranquillamente aver registrato la voce di una persona che si apprestava ad andar via poco prima del termine della conferenza.
Volevo farti notare che la conferenza di Verona era stata pubblicizzata sul blog tankerenemy, da cui si deduce che le persone presenti erano lì in quanto lettori del suddetto sito. Sempre sul sito di Straker è stato linkato nei commenti il mio articolo con il relativo video e diversi sono stati gli interventi che commentavano la tua fisionomia. Appare quindi strano che, dopo una settimana dalla pubblicazione, quella che a tuo dire sarebbe una persona incolpevole, ancora non si sia fatta viva con il sottoscritto per le dovute rimostranze. Magari in questo periodo potrebbe essere in vacanza e non consultare internet. Ma anche se così fosse, e se in futuro dovessi ricevere lamentele da parte di una persona con nome e cognome documentati, sarà mia premurà recarmi personalmente presso l’abitazione dell’incolpevole tirato in ballo, in maniera tale da poter cogliere non due, ma tre piccioni con una fava: 1) avere la possibilità di verificare l’effettiva identità della persona; 2) scusarmi; 3) acquisire una conoscenza in più tra gli interessati alla questione scie chimiche.
Ma l’aspetto più curioso del tuo comportamento e tutto questo affaccendarsi per dimostrare che quella faccia non è la tua, aprendo addirittura un blog ex-novo. Se la faccia del video non è quella di AcarSterminator che problemi ti stai facendo? L’unica danno che stai subendo è quello di vedere accostato il tuo nickname ad una faccia diversa dalla tua. Eppure dovresti essere contento di questa tua somiglianza con il tuo gran capo Attivissimo. Non ti piace la faccia del video? Vorresti vedere associato il tuo nickname con un volto come quello di Brad Pitt? Puoi sempre cambiare avatar e mettere la foto di un attore. Ma anche se identifichi il tuo nickname con un’identità precisa con nome, cognome e foto non potrai riuscire a dimostrare che il tizio del video non sei tu. Potresti benissimo sacrificare un tuo compagno di merende, a patto di riuscire a trovare qualcuno disponibile, che comprometta la sua identità e dichiari di essere lui AcarSterminator. Certo sarebbe un bel test per verificare la coesione e l’aiuto reciproco all’interno della comunità debunkeriana italiana, non credi? L’unica tua possibilità è che l’individuo del video si faccia vivo con il sottoscritto. Una persona con la coscienza a posto non avrebbe nessun timore a contattarmi e conoscermi per chiarire cosa stava facendo con il registratorino. Del resto anch’io non avrei nessun problema a fornire i miei dati personali come ho già fatto in occasione della conferenza di Novi Ligure. Eppure, anche in quest’ultimo caso potresti essere tu stesso a contattarmi spacciandoti per una persona diversa da AcarSterminator, una specie di Dr.Jekyll e Mr.Hyde. In mia presenza ti comporteresti come una persona corretta e cordiale che si interessa di scie chimiche documentandosi con un registatorino con l’unico scopo di approfondire(Dr.Jekyll), in mia assenza ritorneresti ad essere l’infausto AcarSterminator che si diverte a denigrare gli sciachimisti (Mr.Hide). Come vedi è tutto nelle tue mani. Che ci vuoi fare? Sei stato tu a metterti in questa situazione. E non parlarmi di prepotenza da parte mia. Sei stato tu il primo a a mancare di rispetto, per cui: BEN TI STA.
FALSA LAUREA DI STRAKER
Quelle che per te sono le prove che Straker è stato beccato più volte a falsificare la laurea sono dei semplici file html che è in grado di editare anche il più scarso dei web-designer. I tuoi colleghi debunkers quando vogliono dimostrare cosa appariva in un sito in una determinata data utilizzano sempre il servizio gratuito freezepage. Cosa che recentemente ha fatto anche il tuo compagno axlman dopo che vi siete intrufolati sul sito lavorativo di Straker per inserire il file jpg della finta laurea. Ma anche ammettendo che all’epoca non conoscessi tale servizio, avresti sempre potuto fare una ripresa video in presa diretta dove prima inquadravi il monitor del pc mentre ti collegavi al sito dove si vedeva la finta laurea, e subito dopo inquadravi lo schermo del tuo televisore che mostrava la data di quel giorno attraverso il servizio del televideo RAI. Con quei quattro file html non dimostri assolutamente nulla, eppure accusi Straker di aver creato una falsa laurea per inserirla nel suo CV e di averla successivamente eliminata nel momento in cui voi debunkers avete scoperto che non era laureato. C’è soltanto la tua parola contro quella di Straker. La parola di un nickname virtuale dall’identità sconosciuta contro la parola di una persona di cui si conosce faccia, nome e cognome. Attaccarsi a un curriculum che viene modificato nel tempo dimostra di come voi disinformatori non abbiate altri argomentazioni migliori che non gli attacchi ad personam. Sappiamo benissimo che tra le vostre fila ci sono degli abili crackers in grado di entrare nel server che ospitano il sito lavorativo di Straker. Siete riusciti a farmi lo scherzetto al mio precedente blog su server Google, figuriamoci su normali server di hosting.
Altro aspetto curioso, siete sempre pronti a gridare al falso. Eppure, sulla vicendo del libro contraffatto state glissando. Stranamente nessuno di voi, tra quelli che hanno un blog, che se ne è uscito con le tipiche insinuazioni: “Probabilmente a strappare e poi incollare le pagine e a macchiare il libro sono stati Straker e VibraVito”. Che strano, questa volta ci avete graziato. Cos’è successo? Col nuovo anno siete diventati più scrupolosi? Non credo proprio. La verità, come anche dimostra tutta la vicenda del telemetro, è che siete in grado anche di ascoltare le nostre conversazioni telefoniche, e quindi sapete molto bene che sulla mia copia del libro “Clouds of the World” sono in grado di dimostrare che l’evidente contraffazione non è stata operata dal sottoscritto ed è appunto quello che farò nel mio prossimo articolo.
'A vibbriuccio bbello de zzio! Fatte 'na cura! Anvedi te che devo legge.. uno fa pé apritte j'occhi e tu che fa? Invece de ringrazziallo a ESSSE che je dici? 'Nartra serie de cazzate!
'A vibbra! 'A vibbrione! Nun me posso allontanà n'attimo che fai n'artra figura de merda... Me come devo fà co' tte, vibbriuccio de papà!
Pure er sondaggio 'o disce... Ce sei! Nun è che fai finta: sei proprio 'n coyote... te faccio notà che manco uno ha pensato che ce fai... anvedi te...!
Anvedi che me combini... hai scritto che 'a farsa laurea de strekker se l'è 'nventata acarsterminator... ma te rendi conto? Stai a dà raggione a quell'artro sterker de strekker, che è 'nbusciardo patologgico! Er commannante t'ha ddetto che 'a farsa laurea nun l'ha messa e tu ce credi! 'abbello! 'A bboccalone!
Tengo a precisà che er merito de sta spalmata demmerda sur vibbrione è de Axlman... eccola qua: Axlman ha frezzerato 'a paggina d'a a farsa laurea de Strekker direttamente dar sito de strekker:
Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2009/01/cicap-novi-ligure-parte-7-la-riscrittura-orwelliana-della-scienza/
Una delle affermazioni ripetute continuamente dai negazionisti del fenomeno delle scie chimiche è la seguente: le scie di condensa degli aerei di tipo persistente sono sempre esistite, fin dai tempi pioneristici dell’aviazione. Per avvalorare questa loro stramba e falsa tesi, essi si riferiscono spesso a materiale disponibile sul sito contrailscience che, grazie alla nomea conquistatosi, è stato soprannominato la Bibbia dei disinformatori.
Compiendo delle ricerche all’interno del canale video YouTube, si possono trovare dei filmati che mostrano alcune copie di libri specialistici pubblicati prima degli anni 90 del XX secolo. Questi testi, a volte, contengono fotografie di scie persistenti, invece altre volte descrivono le presunte condizioni meteorologiche che consentirebbero a tali scie di formarsi e talora di perdurare nel cielo. Considerando che i primi avvistamenti sicuri di scie tossiche sono stati segnalati in Canada nella prima metà degli anni 90, i negazionisti hanno pensato bene di presentare, a sostegno della loro versione, monografie risalenti ad un periodo insospettabile.
I filmati proposti su You-Tube dall’utente Epoxynous spesso portano la firma del già citato sito contrailscience, dal medesimo utente gestito. Ne è un esempio lampante il seguente video che mostra in particolare un testo corredato di molte immagini fotografiche intitolato Clouds of the world edito nel 1972:
Sempre a proposito di tale saggio, è stato inserito anche un altro filmato, nel quale è possibile visionare il codice ISBN principale, corrispondente all’edizione statunitense originale del libro, insieme con i due codici ISBN secondari, uno relativo all’edizione britannica e l’altro a quella australiana.
Alla conferenza di Novi Lugure del 19 settembre 2008, il C.I.C.A.P. ha usato le immagini di Clouds of the world, ma non solo all’interno di una presentazione power-point. Infatti, per l’occasione, Simone Angioni, coordinatore del C.I.C.A.P. Lombardia, era riuscito a procurarsi una copia proveniente addirittura dalla Nuova Zelanda (si trattava quindi dell’edizione australiana). Ovviamente Angioni, nel corso del dibattito, non ha potuto esimersi dal mostrare con orgoglio la pubblicazione. Anche Claudio Casonato si è adoperato, esibendo da vicino questa inconfutabile prova alle persone presenti in sala. Nel video curato da Paolo Attivissimo e relativo al dibattito, si vede chiaramente questa situazione dal minuto 35:48 in poi.
In seguito ad alcune ricerche sui siti di editoria, sono riuscito ad entrare in possesso anch’io di questo importantissimo ed emblematico libro. Nel mio caso, sembra trattarsi di una delle copie delle prime tirature: infatti sul volume è presente soltanto il codice ISBN principale relativo all’editore statunitense. All’apertura del pacco contenente la pubblicazione, le sorprese non sono mancate, come si vede dalle immagini:
Non so voi, ma io ho la netta impressione che stiamo assistendo ad una riscrittura orwelliana della scienza…