sabato 20 dicembre 2008

Li calabbroni

'A rigà! Ho appena visto pur'io li calabbroni de strekker!
Ma forse questi qua l'insegne cell'hanno...



Er commannante se sta a cacà sotto

Ve ricordate quanno er professore s'è messo a parlà cor culo (o fa sempre, ma stavorta m'ha fatto ride de più!)? Beh, pure er commannante ha 'saggerato, e mo vamo a vedé che ha scritto e pecché mo se sta a cacà sotto.

Li du' fratelli rincojoniti, 'nsostanza, hanno scritto sta cagata, do stanno delle foto de ericotteri tarmente piccole che parono buci der culo, e dicono che so 'ricotteri marvaggi pecché nun se vede 'a marca (forse li du fratelli c'hanno 'na marca stampata ner bucio der culo), quinni 'sti 'ricotteri vanno 'ngiro a spaventà li rincojoniti che avvistano li UFO, a misurà 'e scoregge de li tanker, a vedé li crop circols, e vabbé finché se tratta de ste cagate uno se fa na risata.

Però a 'ncerto punto li rincojoniti che avvistano li UFO (anche se l'articolo 'o firma solo er professore) dicono che 'sti 'ricotteri servono pè annà 'ngiro e brucià 'npò 'ndo je pare.

Mo, ce sta 'n tecnico che co li ericotteri proprio ce lavora (se firma orsovolante) che legge sta cosa, e giustamente se 'ncazza 'n pochino, anche pecché come tecnico rischia pure 'a vita pè annà a montà l'antenne pe li telefonini, a riparà li cavi da 'a luce e quant'artro, e je so' morti pure alcuni amici sui.

Cerca de dì sta cosa sur blog de li rincojoniti che avvistano li UFO, ma er commannante che je fa? Pija er commento der tecnico, o tajuzza e modifica 'npò e 'o pubblica cor suo utente ('ntendo utente strekker) facendo crede a li più fessi che er tecnico sta a minaccià.

Però mo sò cazzi de strekker, pecché er tecnico s'è 'ncazzato come n'orso... stamo a vedè che succede...

E 'n tutto questo, er nostro amico vibbradito che c'entra? be, 'n po' c'entra pecché come ar solito s'è meso a frignà come 'ncane dietro ar commannante! Lo fa pecché fa er cane? Oppure pecché è 'ncane? 'O sapremo alla fine der sondaggio!

Er materiale sta tutto qua:
  1. Cagate de li rincojoniti che avvistano li UFO
    http://www.tankerenemy.com/2007/12/i-calabroni.html

  2. Risposte de la gente normale (qua ce stanno 'e repliche vere de orsovolante)
    http://strakerenemy.blogspot.com/2008/12/i-calabroni.html

venerdì 19 dicembre 2008

'A professò, ma come cazzo parli?

Vabbé, er vibbravito qua nun c'entra, ma ve 'o segnalo ugguale, pecché nun posso nun farlo.
Ner blogghe der commandante strekker ce sta 'npost che dice 'e solite fanfaluche sugli ericotteri neri. Nei commenti 'nvece ce sta 'ntecnico vero che je spiega pè filo e pè segno che l'è ogni ericottero ne 'e figure che ha pubblicato.

E er professore che je scrive? Ecco che je scrive:

Non saranno questi tuoi inetti sofismi, queste tue speciose invenzioni da disinformatore impenitente a cambiare la realtà delle cose.

Come advocatus diaboli vali meno dell'Azzeccagarbugli.

Adios
ha capito? Er tecnico je spiega tutto pé falle capì quarcosa de nuovo, e quello je dice sofismi e speciose 'nvenzioni... seconno voi tonino quanno uno je parla capisce? 'A professò, ma che te fumi? Diccelo!

lunedì 8 dicembre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 5: Aerei civili in formazione d’attacco

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/12/cicap-novi-ligure-parte-5-aerei-civili-in-formazione-dattacco/

Il 15 novembre, dopo ben 57 giorni da quel memorabile 19 settembre, in questo post del blog di attivissimo, si possono finalmente vedere e/o scaricare i 2 files video relativi rispettivamente alla relazione di Angioni e al successivo dibattito. Prima di entrare nel merito dei contenuti mi sembra doveroso esporre con chiarezza tutta le polemiche scatenatesi per l’ottenimento della fatidica pubblicazione del video della conferenza. Polemiche verificatesi nei commenti relativi a questo post per un comportamento poco limpido da parte di alcune persone.
Potrei riportare dettagliatamente tutti i singoli commenti disseminati nei vari blogs che provano la veridicità di quanto andrò a esporre in seguito, ma ne risulterebbe un post kilometrico e poco leggibile. Comunque ho tutte le schermate salvate sul mio pc, per cui mi limiterò a sintetizzare il tutto.

Claudio Casonato sostiene che i files video originali (senza l’aggiunta dei titoli) erano stati resi disponibili già 3 giorni dopo la conferenza in una pagina temporanea web per una dutata di 10 giorni, ossia dal 22 settembre al 2 ottobre. Erano a conoscenza di questa pagina soltanto le persone che ne avevano fatto espressamente richiesta, tra le quali anche il sottoscritto.
Il problema è che non ho mai ricevuto nessuna comunicazione a riguardo. Questo perchè, secondo Casonato, nell’impegnativa firmata a Novi Ligure non erano comprensibili alcuni dei miei dati necessari per la comunicazione: numero di telefono ed email. In un suo commento giustificativo Casonato scriveva:
Il numero di telefono che leggo (cito solo le cifre che non mi sono chiare - la 1° e la 3° del numero):
xxx (1? 7?) xx (2? 9?) xxx
Per la e-mail, le prime 3 lettere sono per me (MIO problema, ovviamente) di difficile lettura. Io leggo VCL, oppure VSL, o magari VSC.

Questa storiella fa acqua da tutte le parti per i seguenti motivi:
1) Casonato accenna per la prima volta a questa pagina web temporanea soltanto il 22 ottobre su un post del blog di Hanmar, 30 giorni dopo il 22 settembre.
2) Se è verò che non riusciva a decifrare la mia scrittura, come mai Casonato non mi ha mai contattato i giorni dopo la conferenza nei commenti in questo post nel blog di Angioni, nel quale chiedevo più volte info sui files video? Vorrà mica farci credere che non legge mai il blog di Angioni nonostante questo sia presente sul suo blog tra i links utili?
3) Risulta incomprensibile la difficoltà nella scelta delle prime tre lettere dell’email in quanto poteva semplicemente inviare tre emails con le tre varianti, una delle tre sarebbe sicuramente pervenuta. Inoltre bastava che facesse riferimento al mio cognome presente sempre nell’impegnativa per non avere dubbi e scegliere VSC.
4) Essendo stata giudicata incomprensibile la mia grafia, nonostante nel compilare i moduli abbia l’abitudine di adoperare sempre i caratteri in stampatello maiuscolo, ho fatto richiesta a Casonato di inviarmi una scansione della mia impegnativa. La risposta è stata che non disponeva di uno scanner. Non mi sembra che uno scanner sia un dispositivo introvabile: qualsiasi ufficio ne è dotato.

In base a questi elementi chiunque si sarebbe sentito preso per i fondelli. Ad aggravare il tutto i soliti commenti diffamanti dei soliti aficionados di attivissimo che, pur non avendo nessunissima prova a riguardo, mi accusavano di aver fornito false generalità. Nessuno di loro che notava le incongruenze della versione fornita da Casonato. Questa facilità al discredito e all’accusa non comprovata da fatti, è emblematica sul modo di agire di alcuni personaggi che intervengono sui blogs nascondendosi dietro l’anonimato del web. E sono sempre gli stessi che accusano il buon Straker di TankerEnemy di creare dei falsi a sostegno delle sue tesi.
Stanco di questo modo do agire, a un certo punto della web-diatriba, anche su esplicita richiesta da parte di attivissimo, ho finalmente esposto il mio parere pane al pane, vino al vino:
@attivissimo
Mi sono già spiegato chiaramente, se non vuoi capire non è un problema mio.
E so anche perchè continui a insistere su questa presunta strumentalizzazione: la realtà è che non avete nessunissima intenzione di pubblicare il video della conferenza poichè avete paura di esporvi, troppo facile organizzare conferenze senza contraddittorio … vero?
Sapete benissimo che nell’unico contraddittorio che c’è stato, il vostro affiliato Toselli ne ha prese di bastonate (abbandonando la conferenza quando era ancora in corso), e quindi vi siete premurati dal ripetere l’errore. Così sia a Novi Ligure che a Padova, fate i vostri bei meeting tranquilli senza nessuno che vi possa contraddire. Il solo audio non credo sia sufficiente visto che Angioni nel relazionare si avvaleva di presentazioni power-point.
Ieri sono riuscito finalmente ad ottenere la VOSTRA registrazione e mi sono offerto, vista la tua cronica mancanza di tempo, a pubblicarla sia su you-tube INTEGRALMENTE senza tagli e aggiunte, sia in versione originale non compressa su un qualsiasi sito di file storage. Casonato via mail mi ha negato di pubblicare la registrazione del Cicap. La mia registrazione non la posso pubblicare poichè mi avete fatto firmare un’impegnativa che mi vieta di farlo.
Ma fatemi capire, la conferenza di Novi Ligure non era pubblica? C’è una proprietà intellettuale su quanto il Cicap ha affermato a Novi Ligure? E così che il Cicap fa attività divulgativa? Il Cicap ostenta con sicurezza la veridicità della sue affermazioni poichè avvalorate dall’esattezza del metodo scientifico, ma allora perchè continua a giocare a nascondino e non pubblica il video della conferenza? Ha forse paura di pubblicare i suoi ERRORI?

Queste mie parole, sembra abbiano sortito il loro effetto una settimana dopo essere state scritte, e finalmente adesso posso approfondire le altre inesattezze che ho visto e ascoltato a Novi Ligure.
In questo post farò riferimento ad una questione che ho sollevato osservando una foto presentata da Angioni durante la conferenza. Trattasi della foto in basso a destra nella quale si vedono quattro aerei volare in parallelo, estrapolata dal video della conferenza a partire dal minuto 40:30.

Come mia consuetudine riporto il dialogo intercorso, inoltre tra parentesi quadre aggiungo alcune mie considerazioni.
VIBRAVITO: Ma gli aerei di quella foto erano aerei di linea? Quei quattro che volano assieme? Poichè teoricamente non potrebbero volare così, a meno che non si tratti di aerei militari.
ANGIONI: Ma non è vero, poichè quella che vediamo qui è una visione del cielo schiacciata in due dimensioni, ma gli aerei volano paralleli in verticale. Le distanze orizzontali devono essere molto grandi, quindi questi aerei non possono volare affiancati però possono volare uno sopra all’altro.
VIBRAVITO: Quindi può capitare di vedere una situazione del genere con aerei di linea?
ANGIONI: Certo. Ci sono diverse foto di aerei che volano uno sopra all’altro.
VIBRAVITO: Beh … io non vorrei essere un passeggero di uno di quegli aerei!
CASONATO: Io ci sono stato tante volte.[e te pareva!]
ANGIONI: Ma non è affatto pericoloso poichè ci sono differenze di altezze di kilometri tra uno e l’altro. E’ questo il discorso…
CASONATO: Centinaia di metri. [Casonato prontamente corregge Angioni, questo perchè se le distanze verticali fossero di kilometri allora l'aereo teoricamente più in basso non potrebbe rilasciare in nessun modo una scia di condensa poichè viaggerebbe a una quota troppo bassa; inoltre le scie più a bassa quota si vedrebbero proporzionalmente più grandi rispetto alle altre, invece nella foto hanno tutte la stessa grandezza come spessore]
ANGIONI: Si è vero centinaia di metri. [Per gli stessi motivi spiegati prima Angioni si corregge subito] La questione è anche che, da quando sono nati i voli low-cost l’ENAC in Italia ha dovuto abbassare le distanze verticali, proprio perchè altrimenti non ci stavano. Quindi, le distanze in verticale, uno sopra all’altro, dovete immaginare gli aerei come un reticolo che vola però in verticale. [?!?! qui è andato un po' nel pallone]

[seguono alcuni interventi da parte di una persona del pubblico che sottolinea comunque l'anomalia di quanto si vede nella foto]

ANGIONI: Beh … questo è un caso chiaramente clamoroso, sono d’accordo. Ma come dimostra che questi non sono aerei di linea? Non sappiamo chi e quando ha scattato questa foto.
CAMERAMEN DEL CICAP: Io da bambino vedevo molte più strisce del cielo, perchè avevo molto più tempo. [?!?! si vede che è solo un cameramen è ha studiato male la parte assegnatagli dal Cicap, la prossima volta devi dire che anche da bambino vedevi le striscie persistenti e che adesso se ne vedono di più poichè è aumentato il traffico aereo]

Da questo link relativo al file pdf contenente il regolamento dell’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) riporto alcuni paragrafi:

*************************
3.1.8 Voli in formazione
Sono consentiti i voli in formazione alle seguenti condizioni:

c) non è consentito effettuare decolli, atterraggi e operazioni in circuito di traffico in formazione, ad eccezione dei voli specificatamente autorizzati dall’ENAC per manifestazioni aeree ed attività addestrative;

i) le restrizioni di cui ai para c. ed e., non si applicano agli aeromobili militari.

3.2 Prevenzione delle collisioni
3.2.1 Prossimita’
Nessun aeromobile deve essere condotto in prossimità di altri aeromobili in modo tale da creare rischi di collisione.

3.2.2.1 Un aeromobile obbligato dalle regole di seguito riportate a mantenersi a distanza dalla traiettoria di un altro aeromobile, deve evitare di transitare sopra, sotto o davanti a quest’ultimo, a meno che non passi molto distante e tenga conto degli effetti della turbolenza di scia.
*************************

Bene, oggi voglio essere buono e, poichè l’unica premura di Angioni è quella di dimostrare che non possono essere in nessun modo aerei militari, ecco un aiuto da parte mia per spiegare il caso clamoroso.
So benissimo quando è stata scattata quella foto: era il 23 maggio 2007, il giormo della finale di Champions League tra Milan e Liverpool disputata ad Atene. Quel giorno in particolare erano stati predisposti diversi voli supplementari per soddisfare le richieste delle migliaia di tifosi milanisti che non volevano assolutamente perdersi la finale. Vi domanderete: ma anche se fosse vera tale ipotesi, allora come si spiegherebbe il fatto che ci sono ben 4 aerei che volano affiancati, mica sono partiti in contemporanea da Malpensa? La risposta anche qui è banale. Diciamo che per quell’occasione particolare hanno dato uno strappo alla regola alle disposizioni dell’ENAC, c’erano diversi voli che dovevano arrivare ad Atene prima dell’inizio della finale e quindi dovevano assolutamente velocizzare i tempi. Hanno sfruttato l’effetto scia, un po come succede nei Gran Premi di Formula 1, perciò disponendosi con gli aerei uno di fianco all’altro sono riusciti a ridurre di una buona percentuale i tempi di percorrenza. I tifosi milanisti hanno accettato di buon grado l’inconveniente di un volo tormentato da frequenti fastidi derivanti da effetti di turbolenza di scia, questo pur di arrivare puntuali per assistere alla finale della loro squadra del cuore.

Non devi tremare … devi vibrare …
VibraVito.

lunedì 1 dicembre 2008

Uno strano ammiratore

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/12/uno-strano-ammiratore/

Nella pagina in cui spiego i motivi della migrazione alla piattaforma WordPress dalla precedente su BlogSpot, racconto di un inconveniente causato da un cracker elvetico. Alcuni lettori si saranno interrogati sugli elementi che mi hanno permesso di individuare la provenienza elvetica di questo cracker. Avendo installato lo script di StatCounter all’interno del mio blog per le statistiche sugli accessi, è stato relativamente semplice individuare da quali indirizzi IP provenissero gli attacchi basandomi sul contenuto dei referring links, ossia i links di provenienza al mio blog. Con quest’ultimi si possono verificare le seguenti situazioni:
- se si digita direttamente sulla barra degli indirizzi del browser il link del mio blog, StatCounter visualizza No referring link;
- se si accede al blog usufruendo di un link esterno presente su un altro blog o sito, StatCounter visualizza la pagina di quel sito che linkava al mio blog, es: http://www.tankerenemy.com, http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/11/microchip.html;
- se si fa una ricerca con Google, StatCounter visualizza la pagina dei risultati della ricerca di Google, ad esempio ricercando vibravito su google la pagina dei risultati è http://www.google.it/search?hl=it&q=vibravito&meta=;
- se si accede al blog mediante il link presente sul mio profilo Blogger, StatCounter visualizza http://www.blogger.com/profile/10102628480121613647.

A catturare la mia attenzione furono diversi referring links identici e non appartenenti a nessuna delle situazioni già descritte, che provenivano dallo stesso indirizzo IP e che avevano una lunghezza ben al di sopra della norma. Nell’immagine in basso lo screen-shot di StatCounter per averne un’idea.

Questo link d’accesso è talmente lungo che su StatCounter non si riesce a visualizzarlo per intero. Infatti vengono troncate le ultime tre lettere corrispondenti a “rch”. Aggiungendo le lettere mancanti al link dell’immagine si ottiene:

http://www.blogger.com/navbar.g?targetBlogID=986105122267889597&blogName=vibravito&
publishMode=PUBLISH_MODE_BLOGSPOT&navbarType=BLUE&layoutType=LAYOUTS&homepageUrl=
http://vibravito.blogspot.com/&searchRoot=http://vibravito.blogspot.com/search

Si tratta di un link molto anomalo, non solo per la lunghezza, poichè in nessun modo si può generare dalle normali azioni di navigazione sui blogs. Per trovare un simile link l’unico sistema è posizionarsi su http://vibravito.blogspot.com/ e con il tasto destro del mouse selezionare HTML (Explorer) oppure Visualizza sorgente pagina (Firefox), infine dal codice HTML ricercare il valore dell’attributo src nella prima occorenza del tag . Inoltre l’altra particolarità di questo link è che visualizza soltanto la sottile barra superiore di ricerca e login di BlogSpot e non fa vedere assolutamente nulla del blog, neanche l’intestazione.
Ovviamente non ha alcun senso che un lettore normale utilizzi un simile link che neanche gli permette di vedere il blog, l’unica categoria di individui in grado di utilizzarlo per farci qualcosa è quella dei crackers. Con un siffatto link il cracker elvetico ha tentato in maniera programmatica di accedere ripetutamente al mio blog. Dopo diversi tentativi è finalmente riuscito a intrufolarsi ed è stata quella l’occasione in cui è stato cancellato il mio post “Scie chimiche: ne hanno parlato…”. Probabilmente questa situazione si sarà verificata in una circostanza non ripetibile, magari subito dopo aver chiuso il browser mentre ero in fase di editing del blog poichè distratto e/o interrotto da fattori esterni. Ma, non essendo un cracker, questa è soltanto un’ipotesi ed è per questo motivo che per tutelarmi ho approfondito WordPress, ossia una piattaforma blog che mi permettesse di ripristinare la situazione originaria in seguito ad attacchi da parte di eventuali crackers. Adesso, dispongo addirittura di una copia del blog anche su una piccola chiavetta USB, in modo tale che, all’occorrenza, posso intervenire da qualsiasi luogo avente una connessione internet.

L’indirizzo IP colpevole (per l’esattezza sono due, ma entrambi fanno riferimento a servers proxy della stessa azienda) corrisponde a quello di un server collocato a Ebikon, cantone svizzero di Lucerna (vedi immagine in basso a sinistra), di una società elvetica che produce ascensori, scale mobili e montacarichi: la Schindler. Trattandosi di una multinazionale si può avere il dubbio che da quei servers proxy passi il traffico internet mondiale di tutte le sedi della società collegate all’intranet aziendale, ma, presumibilmente ogni sede nazionale ha la sua intranet dedicata e quindi il cracker è effettivamente elvetico. Propendo anche per quest’ultima eventualità perchè dalla stessa zona provengono sistematicamente numerosissime visite di uno strano ammiratore. Si tratta del proprietario del blog StrakerEnemy.
Il blog StrakerEnemy è partito a fine settembre 2008, pochi giorni dopo l’apertura del mio blog. A parte alcuni mini-posts dall’insulso contenuto provocatorio, la quasi totalità dei posts sono delle copie integrali dei miei articoli e di quelli del sito TankerEnemy, con l’unica differenza che i commenti sono abilitati. Se proverete a leggere gli insulsi contenuti dei commentatori tipo di strakerenemy capirete appieno le motivazioni che mi hanno spinto a non abilitare i commenti sul mio blog.
Questa simpatica canaglia accede ripetutamente, non solo durante l’orario d’ufficio, ma anche di notte e nei weekends utilizzando il suo Mac. Nell’immagine in basso a destra un esempio di un weekend di novembre.

Confrontandomi con Rosario Marcianò del sito TankerEnemy, in base allo stile provocatorio e strafottente, abbiamo individuato l’infausto individuo in un certo Michele che negli ultimi tre anni è intervenuto in diversi forum dove si è parlato di scie chimiche (Rai e Focus) sempre con nickname differenti (sitter75, genocidio, etc.).
Dalla sezione dei contatti del sito elvetico della Schindler, tra diversi nominativi tedeschi (il cantone di Lucerna appartiene alla Svizzera di lingua tedesca), spunta come responsabile delle vendite settore ammodernamento della sede di Berna (confinante con Lucerna, anch’esso di lingua tedesca) un unico nominativo italiano il cui nome è Michele Scattolo. Pur non avendone la certezza assoluta, probabilmente è proprio lui. Ultimamente è maturata maggiormente questa mia convinzione visto che dal suo blog ha dichiarato che è impegnato in un Master in Business Administration (MBA), che si inquadra perfettamente con quello che è il suo ruolo di responsabile delle vendite.

Appurata l’identità di questo strano ammiratore, nella prima metà di novembre mi sono divertito a rivoltare la frittata, e ad essere finalmente io il provocatore, intimando la violazione del copyright e il ricorso per vie legali come si può leggere dai miei commenti a questo post. Ovviamente il titolare del blog, nel suo solito modo di fare, dichiarava che le mie rimostranze non lo scalfivano minimamente. Eppure, nonostante la sua ostentata sicurezza, mostrava segni evidenti di preoccupazione e smarrimento:
1) Crisi d’identità palesate da frequenti cambi di nickname (da “s” a “eSSSe”) e utilizzo di diversi nickname anonimi per generare confusione anche in altri blogs. Nei siti dei disinformatori che si occupano di scie chimiche non è raro imbattersi in commenti anonimi o scritti da utenti con profilo Blogger non disponibile e con il nickname molto simile al mio(Vibra vito, Vibravito, Vibra Dito, Vito vibra, etc.). A tale scopo tengo a sottolineare che il mio nickname originale e autentico è scritto tutto con lettere minuscole: vibravito. Inoltre il mio profilo Blogger è sempre visibile con questo blog ad esso associato. Quest’ulteriore precisazione in quanto è addirittura presente anche un utente vibravito (tutto minuscolo) ma senza nessun blog associato.
2) Nei giorni successivi alle mie provocazioni, le visite elvetiche al mio blog erano cresciute in maniera esponenziale. Addirittura anche con il suo IPhone (evidentemente è un fanatico della mela morsicata) contrallava ripetutamente il mio blog agli orari più disparati, anche alle 6 del mattino! Ma vi rendete conto? Una persona appena si sveglia al mattino, qual’è la prima attività da fare? Accendere il suo Iphone per vedere se sul blog di VibraVito erano presenti nuovi contenuti, nonostante era più di un mese che non aggiornavo il blog.
3) Ha finalmente incominciato ad aggiungere i links ai posts originali nei nuovi posts inseriti in stile copia e incolla, e, anche se in maniera ambigua e provocatoria, ha effettuato tale doverosa attività anche sui vecchi posts. Infatti in questo post è chiaramente visibile il link, invece in altri post come questo, il link è presente tra il titolo e il contenuto, ma non è visibile.

Forse mi sono dilungato un po’ troppo nel descrivere le malefatte e le stupidate di questo strano ammiratore, comunque, anche se a qualcuno può sembrare dispersivo perdere il proprio tempo con siffatti provocatori che non apportano nessun contributo informativo, ho ritenuto ugualmente utile dettagliare certe situazioni per far comprendere che, dietro l’apertura in questi ultimi mesi di diversi nuovi blogs che trattano l’argomento scie chimiche in chiave ironica, si nasconde una precisa strategia disinformativa tendente al discredito e allo sbeffeggiamento. La domanda sorge spontanea: chi mai perderebbe tutto questo tempo, in orari lavorativi e non, per una questione inesistente e ridicola frutto della fantasia di pochi teorici della cospirazione? Lo stesso Cicap ha dichiarato che ha deciso di trattare le scie chimiche per evitare che diverse persone dedichino le loro risorse per seguire una teoria inesistente piuttosto che dedicarsi in attività realmente produttive. Ma allora, se è vero che io effettivamente dedico una certa fetta del mio tempo libero per approfondire la tematica poichè giustamente preoccupato per le conseguenze delle scie tossiche sulla salute, che giustificazione hanno coloro che, come Michele Scattolo, dedicano gran parte del loro tempo per della semplice e infruttuosa ironia su una teoria inesistente? Vi sembra normale tutto questo?

Buone vibrazioni a tutti.
VibraVito.

mercoledì 8 ottobre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 4: Se rincari troppo la dose… rischi l’overdose!

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/10/cicap-novi-ligure-parte-4-se-rincari-troppo-la-dose-rischi-loverdose/

Da parte di molti negazionisti del fenomeno scie chimiche è stata pesantemente criticata la mia scelta di non abilitare i commenti su questo blog. Pensano che sia da vigliacchi scrivere il proprio pensiero e non mettersi in discussione confrontandosi con i pareri differenti degli eventuali commentatori. A parte le motivazioni di questa scelta già espresse nella presentazione del blog, ne approfitto anche per chiarire che il confronto non necessariamente deve manifestarsi in un botta e risposta di commenti alternati che spesso si rivelano ripetitivi e dispersivi. Ci sono altre modalità più eleganti e facilmente comprensibili da coloro che sono più a digiuno sull’argomento. Ad esempio nel mio ultimo post, tirando in ballo le affermazioni di alcuni esponenti del Cicap, ho anche inserito un paio di links, mediante i quali l’eventuale lettore aveva modo di valutare le opinioni delle persone chiamate in causa e anche di chi la pensa diversamente dal sottoscritto. Infatti, in uno di questi links, abbiamo modo di leggere le argomentazioni addotte da Simone Angioni del Cicap per difendersi dalle mie critiche. Con questà modalità si riesce ad operare un confronto a distanza più neutro, in quanto non prevale chi ha a disposizione più tempo per commentare e nel quale ognuno dei contendenti ha modo di scegliere su quali punti della questione soffermarsi, saranno poi i lettori a giudicare chi ha optato per i punti meno depistanti e più appropriati ai fini della discussione.

L’affaire del falso fuel dumping di Torino sarà approfondito in un post successivo, in questa sede riporterò e commenterò le risposte di Angioni in merito a quanto avvenuto alla conferenza di Novi Ligure.
Nonostante abbia constatato che Angioni continua a fare puntualizzazioni su una questione che non è stata sollevata dal sottoscritto, ma da una sua brillante uscita del 21 settembre 2008 sul blog di attivissimo, non mi soffermerò ulteriormente sulla svista del barometro poichè la ritengo poco appropriata e dispersiva. Chi ha un po’ di tempo libero, può ascoltarsi il file audio della discussione e valutare di persona se il mio era un errore oppure una scambio causato dalla fretta: barometro al posto di stazione barometrica. Certo, se fosse già disponibile il filmato video, molti più lettori sarebbero invogliati a perdere un po’ di tempo per approfondire, però, a 18 giorni dalla conferenza, dal Cicap ancora non si hanno notizie del video.

Soffermandosi, invece, sulle questioni più inerenti le scie chimiche riporto cosa scrive Angioni in merito al Jet Stream:
“… CASONATO: ‘Chiedo scusa, mai preso un aereo? …Ci sono degli sbalzi durante un viaggio aereo, a volte di più a volte di meno, ci sono i vuoti d’aria, ci sono le correnti. E le correnti, i Jet Stream, il famoso Jet Stream che permette di accorciare di molto il tempo di percorrenza, sono delle situazioni che possono essere molto localizzate in aeree molto ristrette’
VIBRAVITO: ‘Quindi? Poche centinaia di metri?’
ANGIONI: ‘Sicuramente poche centinaia di metri’
CASONATO: ‘Possono essere poche centinaia di metri in larghezza
Si sta parlando delle scie che si interrompono. L’inesattezza starebbe nel fatto che io e Casonato abbiamo sostenuto che il Jet Stream è largo poche centinaia di metri…Vibravito leggi, un minimo di comprensione del testo (sospiro sconsolato). Io ho detto che le condizioni in atmosfera possono cambiare repentinamente facendo l’esempio di un temporale, Casonato ha rincarato la dose facendo l’esempio del Jet Stream e delle correnti in quota. Da questo lui deduce che noi abbiamo affermato che il Jet Stream ha dimensioni di poche centinaia di metri … Le Correnti a Getto per quanto vaste hanno dei confini, quindi se un aereo incrocia una Corrente a Getto non necessariamente sarà nel centro e non necessariamente la percorrerà tutta. Potrebbe attraversarne un breve tratto per poi uscirne (in poche centinaia di metri), la stessa Corrente a Getto non è regolare e immutabile nel tempo e nello spazio. Quindi anche all’interno della stessa corrente ci possono essere condizioni diverse a distanza di poche centinaia di metri.”

Nonostante nel commento di risposta sia riportato anche il dialogo, Angioni sostiene che le mie deduzioni sono state errate. Eppure dal solo dialogo, considerando che Casonato specifica che si sta riferendo a una larghezza, che cosa si può dedurre? Le spiegazioni esaustive sul perchè hanno inglobato il Jet Stream nella discussione non sono state fornite a Novi Ligure. A posteriori, invece, nel suo commento giustificativo Angioni ha specificato che sia lui che Casonato si riferivano alle aree di confine del JetStream. Purtroppo, considerando che proprio il Cicap nega l’esistenza della telepatia, in quel di Novi Ligure, non mi era possibile capire telepaticamente che ci si riferiva alle larghezze delle aree di confine di un Jet Stream, anzichè alla larghezza di una Corrente a Getto nella sua interezza.
Inoltre, in un recente FAQ a cura del gruppo di studio sulle scie chimiche del Cicap, visionabile a questo link si legge:
“DOMANDA: Non è strano che certe scie inizino e terminino all’improvviso mentre altre volte formano degli sbuffi?
RISPOSTA: Non è strano come non lo è che certe nubi abbiano bordi abbastanza netti e certe altre siano simili a piccoli batuffoli. L’atmosfera non è un blocco di granito immutabile ma un sistema estremamente complesso in continuo mutamento. Nessuna meraviglia quindi che un aereo possa percorrere lunghi tratti che presentino condizioni favorevoli alla formazione di scie di condensazione per poi incontrare zone con condizioni atmosferiche differenti che portino all’interruzione della scia. D’altra parte non è raro vedere piovere in un punto e scorgere il sole un paio di chilometri più in là. Questi fenomeni dimostrano come l’atmosfera possa variare le proprie condizioni repentinamente; basti pensare che 2 chilometri sono meno di 10 secondi di volo per un aereo di linea.”

In forma scritta hanno opportunamente evitato di inglobare il Jet Stream per giustificare le scie interrotte. Quindi, come ha scritto lo stesso Angioni nel suo commento, con l’introduzione del Jet Stream si è rincarata la dose.

Analizziamo adesso un’altra fase della conferenza di Novi Ligure nella quale si è rincarata la dose. Riporto innanzitutto il dialogo relativo:
VIBRAVITO: “E’ vero che gli Stati Uniti e l’Italia hanno organizzato un Convegno Bilaterale sulla Ricerca Congiunta sui Cambiamenti Climatici a Roma, il 22-23 Gennaio 2002, in seguito all’impegno del Presidente Bush e del Primo Ministro Berlusconi di intraprendere ricerche sui cambiamenti climatici in collaborazione?”
ANGIONI: “Beh! Non escludo che ci sia un convegno sui cambiamenti climatici, credo che ce ne siano a decine in tutto il mondo”

VIBRAVITO:“Praticamente si tratta di un progetto di collaborazione suddiviso in 15 Workpackage. In merito al Workpackage 10, in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale sulle Ricerche) si parla di esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri”

ANGIONI: “Com’era il titolo?”
CASONATO: “Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri … che non c’entra con il cielo, c’entra con la terra, non è qualcosa di atmosferico comunque”
VIBRAVITO: “Quindi il cielo non fa parte”

CASONATO: “Allora la definizione di ecosistema terrestre di solito fa riferimento a: il bosco, il lago, la montagna, la collina…”
VIBRAVITO: “Non il cielo!…”
CASONATO: “Si! Poi si considera anche il cielo sopra … ma in un’ecosistema terrestre non si parla del…”
VIBRAVITO: “Quindi il cielo non c’entra… va bene… poi queste cose vanno approfondite… andrò a vedere la definizione di ecosistema terrestre…”

In questa occasione, a differenza della vicenda Jet Stream, ho immediatamente obiettato e ho anche affermato che avrei controllato l’esatta definizione di ecosistema terrestre. A pensarci bene, non è neanche necessario approfondire: chiunque può fare una brevissima ricerca per appurare che escudere il cielo da tutti quei fattori che possono interagire in un ecosistema terrestre è indubbiamente un’informazione errata. Si può avere un dubbio a riguardo della suddivisione degli ecosistemi in terrestri o acquatici. Ma, poichè non esiste un’ulteriore suddivisione in ecosistemi atmosferici e/o gassosi, è evidente un altro rincaro della dose da parte di Casonato nel tentativo di escludere il cielo e le annesse scie chimiche dall’ecosistema terrestre e dagli annessi esperimenti di cui si parla nel documento in riferimento alla mia domanda. Tentativo stroncato sul nascere e di cui, lo stesso Casonato se ne sarà probabilmete reso conto pochi istanti dopo.

A proposito del contenuto del documento inerente la mia domanda, che si può visionare per intero qui, Angioni ha così commentato nel suo blog:
“…Avevi portato un documento che parlava della modificazione degli ecosistemi terrestri. Ti chiesi di leggere i punti del Workpackage, ma tu purtroppo avevi portato solo l’indice del documento e non il testo integrale. Scelta curiosa (ne fai molte di scelte curiose) la tua visto che andando a vedere cosa dice il WP 10 da te citato si legge:
[qui Angioni riporta parte del contenuto del Workpackage 10, nell'immagine in basso l'intero contenuto]
Come avevo detto io si tratta di esperimenti per la simulazione di possibili scenari futuri. Per sapere come cambierà il mondo se la CO2 continua ad aumentare è necessario simulare empiricamente i possibili scenari. Esistono siti che riproducono vari ecosistemi terrestri nei quali vengono eseguite modifiche ambientali. Siti come questo:
http://www.unitus.it/dipartimenti/disafri/progetti/Popface/Site.htm

Tu non sapevi nemmeno come era fatto quel progetto di cui parlavi alla conferenza e infatti sei rimasto spiazzato quando ti ho chiesto quali erano gli obiettivi e i processi previsti dal WP. Se avessi saputo come si compilano questi progetti saresti andato a colpo sicuro esattamente come ho fatto io scoprendo che non aveva nulla a che fare con la teoria delle scie chimiche. Il mio suggerimento è quindi di essere un filino più umile, se non sai di cosa stai parlando evita di giungere a conclusioni affrettate e resta aperto alle spiegazioni di chi ne mastica un pò più di te su queste questioni…”

A quanto pare quest’abitudine a rincarare la dose, avviene anche in un contesto più ragionato come può essere quello della forma scritta. A parte il tono nel quale si suggerisce agli altri di essere più umili ma nel contempo si osteggia spavalderia e sicurezza, Angioni nel suo commento ha riportato la parte del documento in cui si descriveva il Work Package 10 che gli era più congeniale per sostenere che si tratta di esperimenti eseguiti in piccola scala in determinati siti, come dimostra anche il suo link dove si fa riferimento a un sito di pochi ettari. Inoltre, non ha neanche riportato un link dove poter visionare il documento nella sua interezza. Detto questo, sarebbe interessante sapere per quale motivo ha omesso di riportare il paragrafo finale intitolato “Elementi da fornire” nel quale si legge: “nuove tecnologie per conduzione di esperimenti di manipolazione su ecosistemi a larga scala”(sottolineato in rosso nell’immagine in alto).

I tre esempi illustrati precedentemente, mostrano una strana abitudine del Cicap: per avallare le proprie tesi i cicappiani si adoperano utilizzando diversi rincari della dose. Veramente curioso: non pensavo che la rigorosità del metodo scientifico, tanto propugnata dal Cicap, prevedesse simili accorgimenti di comodo. Io consiglierei una maggiore attenzione: se rincari troppo la dose… rischi l’overdose!!!

Un saluto e incoraggiamento.
VibraVito.

venerdì 3 ottobre 2008

Cicap Novi Ligure - Parte 3: Quale perla luccica di più?

Versione originale: http://vibravito.altervista.org/2008/10/cicap-novi-ligure-parte-3-quale-perla-luccica-di-piu/

Nell’estenuante attesa che venga pubblicata sul web il video della conferenza di Novi Ligure, in questo post inizierò a commentare alcune affermazioni dei cicappiani, in particolare quelle dal contesto comprensibile anche senza l’ausilio delle immagini video. Farò quindi riferimento ad alcuni files audio mp3 disponibili sul blog di attivissimo a questo link, nel quale si possono anche leggere i relativi commenti degli abituali frequentatori del suddetto blog.

All’inizio del file Domande1.mp3 si sente la voce di Simone Angioni che incomincia a rispondere a una domanda che gli è stata posta. Sfortunatamente la parte in cui dovrebbe sentirsi la domanda risulta troncata. La spiegazione all’inconveniente che mi è stata data è dubbia ma plausibile: “L’audio che c’è adesso on line è stato registrato su nastro: hai presente le vecchie audiocassette?. La loro durata è limitata e quindi si è dovuto cambiare cassetta varie volte durante la serata perdendo tempo. L’audio del video è per l’appunto l’audio del video che quindi è senza interruzioni.”. Sarà pure vero, ma risulta alquanto strano che non abbiano utilizzato la traccia audio estrapolata dal video che risultava essere senza buchi. Per chi volesse capirne di più a questo link tutta la web-diatriba.
A causa di suddetta mancanza, riporto il testo della mia domanda: “Che spiegazione da la scienza a quei filmati nei quali si vedono scie interroppersi e svanire nell’arco di poche centinaia di metri non in maniera graduata, ma repentinamente, per poi riprendere a comparire sempre in maniera repentina? Su you-tube ci sono diversi filmati a riguardo e anche a me è capitato di osservare scie interrotte”. Guardate attentamente il seguente video per capire il senso della domanda.

Di seguito riporto alcune fasi del dialogo successivo alla mia domanda:
ANGIONI: “Dal punto di vista scientifico possiamo dire che, le condizioni dell’atmosfera, lo sappiamo, cambiano repentinamente: una nuvola termina di botto, non termina lentamente. Quindi, lì ci sono le condizioni per la formazione di una nuvola, più in là no. Sarà capitato sicuramente a chiunque di voi di vedere un temporale e magari vedere uno-due kilometri più in là il sole… “
VIBRAVITO: “Quindi cambia l’umidità praticamente?”
ANGIONI: “Anche la temperatura, i venti…”
VIBRAVITO: “Ma cambia così repentinamente?…”
CASONATO: “Chiedo scusa, mai preso un aereo? …Ci sono degli sbalzi durante un viaggio aereo, a volte di più a volte di meno, ci sono i vuoti d’aria, ci sono le correnti. E le correnti, i Jet Stream, il famoso Jet Stream che permette di accorciare di molto il tempo di percorrenza, sono delle situazioni che possono essere molto localizzate in aeree molto ristrette”
VIBRAVITO: “Quindi? Poche centinaia di metri?”
ANGIONI: Sicuramente poche centinaia di metri
CASONATO: Possono essere poche centinaia di metri in larghezza

VIBRAVITO: “Però … volevo dire: anche sul suolo terrestre ci sono le diversi correnti, i differenti microclima in zone ristrette, ma io non vedo mai cambiamenti repentini come l’umidità che passa da un punto all’altro da un 40% a un 80%”
ANGIONI: “Ma lei come fa a vedere l’umidità che passa da un 80% a un 40%?”
VIBRAVITO: “… L’umidità si può misurare: ci sono i vari barometri, i vari strumenti di misurazione”
ANGIONI: “A terra … a 10000 metri un barometro … non posso pensare che le condizioni che ci sono a terra siano le stesse che ci sono a 10000 metri …”
VIBRAVITO: “Ma ci sono questi studi che dimostrano i repentini cambiamenti di temperatura umidità e pressione ad alta quota? Sono stati fatti questi studi?”
ANGIONI: “Certo … ce ne sono centinaia…”

CICAPPIANO X: “Anche il fatto che ci sia un’interruzione di una scia chimica, pensare di poter vedere da terra un’interruzione di poche centinaia di metri è impossibile, perchè io da terra se vedo una striscia che è disegnata a 10000 metri di altezza se fosse un’interruzione di cento metri non potrei vederla a occhio nudo…”
VIBRAVITO: “Probabilmente si tratta di una scia a minore altezza: a 3000 o 4000 metri se riesco a distinguerlo ad occhio nudo”
ANGIONI: “O forse sono kilometri di distanza … anche perchè non è facile provare che ci sia una scia a 4000 metri”

Per rendere più comprensibili le spiegazioni del Cicap, in basso un’immagine del filmato con le opportune descrizioni. Dall’immagine chiunque potrà appurare che la sezione relativa alla fase “off” della scia non può essere più lunga di 300 metri.

In merito ai repentini cambiamenti di umidità e temperatura in alta quota, Angioni ha affermato che ci sono centinaia di studi che lo dimostrano. Mi sono posto la seguente domanda: “In questi studi come hanno fatto a determinare queste variazioni improvvise, con quali strumenti?” Probabilmente con le radiosonde (qui una breve spiegazione delle radiosonde e la possibilità di visualizzare i valori aggiornati ogni 12 ore in base a determinate zone). Quindi ci si aspetterebbe che queste radiosonde siano degli strumenti di indubbia precisione visto che misurano cambiamenti ogni poche centinaia di metri. Appare perciò strano che, in altre occasioni, lo stesso Angioni abbia criticato aspramente l’affidabilità di queste sonde. Questo si è verificato quando alcuni sostenitori delle scie chimiche hanno riportato i valori registrati dalle radiosonde per dimostare che non sussistevano le condizioni di temperatura, umidità a nessuna altitudine in una determinata zona per il verificarsi di una normale scia di condensa.
In questa web-diatriba il 15 maggio 2008 alle ore 17.31 Angioni dichiarava:
“…Rispondo anche alle radiosonde, dovrebbe essere ormai chiaro che le radiosonde non hanno alcuna validità nella predizione delle scie questo per vari motivi: 1 - le sonde non sono affidabili nella misurazione di umidità e temperatura (spesso c’è un ritardo rispetto alla quota); 2 - Le sonde misurano le condizioni in un determinato punto, servono decine di lanci per avere idea delle condizioni presenti in una zona e comunque le variazioni sono estremamente veloci…”. Sarei proprio curioso di sapere: ma in queste centinaia di studi come hanno fatto a determinare questi bruschi cambiamenti di umidità e temperatura se le radiosonde non sono affidabili? Con quali strumenti? Perchè se ci sono questi strumenti così precisi, allora si disporrebbe anche dei mezzi per determinare se ci sono le condizioni o meno per il verificarsi di una normale scia di condensa. Se si tratta effettivamente di centinaia di studi, ci sarà di sicuro qualcosa, a meno che non stiamo parlando di fantomatici studi.

Sia Simone Angioni che Claudio Casonato del Cicap hanno affermato che un Jet Stream può avere un’ampiezza di poche centinaia di metri. Ma siamo sicuri? Dal sito www.meteorologia.it vediamo di capire cos’è questo Jet Stream, in italiano Corrente a Getto: “Si definisce Corrente a Getto una corrente stretta, forte e concentrata lungo un asse quasi orizzontale, situata nella troposfera superiore e nella stratosfera, caratterizzata da un forte gradiente verticale e laterale dell’intensità del vento che presenta uno o più massimi di velocità. In genere la lunghezza di una corrente a getto è di diverse migliaia di km, la sua larghezza di qualche centinaia di km e la sua altezza di qualche km… La corrente a getto può essere raffigurata come un fiume d’aria che scorre velocemente (da ovest verso est) nell’alta troposfera. Raggiunge uno sviluppo di 4000-5000 km con una grandezza dell’ordine del centinaio di km…”. Poichè hanno ribadito entrambi che si parlava di poche centinaia di metri, anzichè kilometri, non si può parlare in questo caso di una semplice svista, ma di un’inesattezza vera e propria.

Infine volevo far notare la faziosità degli aficionados del blog di attivissimo. Molti di loro si sono divertiti a evidenziare la mia svista dovuta alla fase concitata della discussione: ho osato dire barometro anzichè stazione barometrica! Ma quale gravissimo errore! Tutti a darmi dell’ignorantone e in tipico slang del disinformatore lo stesso Angioni il 21 settembre 2008 alle ore 19.24 si è premurato di sottolineare la mia perla: “Ascoltando un breve frammento di registrazione mi sono accorto che chi stava facendo le domande ha sostenuto di misurare l’umidità con un barometro…teoria interessante…peccato mi sia accorto solo adesso della perla”. Eppure, nel dialogo riportato prima, ho evidenziato in rosso che anche lo stesso Angioni, nell’incalzare della discussione, ha usato il termine barometro.
Stranamente su 167 commenti nessuno che abbia fatto notare che mancava la parte audio in cui veniva posta la domanda e soprattutto nessuno che si sia accorto della vera perla, e non svista, secondo cui la larghezza di un Jet Stream è di poche centinaia di metri, anzichè kilometri. Secondo voi, paragonando una svista di un non-scienziato con un errore pronunciato contemporaneamente da due persone che si dichiarano scienziati, quale perla luccica di più? Però, prima di provare a rispondere … aspettate i prossimi posts.

Non devi tremare … devi vibrare …
VibraVito.

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